

Gian Maria Cervo si conferma sempre più autore globale. Vienna, Heidelberg (Germania) e Shanghai; sono queste le prossime tappe del viaggio professionale dell’autore che da anni sta portando l’attenzione delle comunità teatrali di tutto il mondo sul suo laboratorio viterbese. Cervo è infatti il direttore artistico di Quartieri dell’Arte, festival di drammaturgia contemporanea che ha il suo fulcro proprio nella Tuscia.
“Sono sicuro che l’avventura cinese sarà avvincente – ha commentato Cervo -. Comincio a lavorare molto anche con i mercati extraeuropei. Il prossimo anno, se tutto andrà bene, partirà anche un progetto con gli Stati Uniti, insieme ad altri colleghi. Avere la possibilità di esplorare la mentalità di pubblici così diversi tra loro è un privilegio e non può che migliorare le capacità di comunicazione di un’artista. Ponendogli anche degli interrogativi interessanti e complessi su come veicolare autenticità e domande etiche in contesti diversi”.
Il 25,26 e 27 marzo è atteso a Vienna per la messa in scena di ‘Call me God’ al prestigioso Museums Quartier, uno dei più prestigiosi centri mondiali delle arti visive e performative. Lo spettacolo, presentato al Teatro Argentina in anteprima mondiale lo scorso autunno all’interno del Romaeuropa Festival 2012 (in collaborazione con QdA 2012), è un lavoro a più mani: Giammaria Cervo, Marius von Mayenburg, Albert Ostermaier, Rafael Spregelburd; che ha saputo ottenere i favori della critica. Al centro i Beltway sniper attacks, gli attentati della circonvallazione, che ebbero luogo nell’ottobre 2002 tra Washington D.C., il Maryland e la Virginia causando dieci morti. Questa la lente adottata dai quattro drammaturghi, con esperienza internazionale, per un’analisi del decennio 2001-2011 e della crisi culturale ed economica dell’occidente.
Il 29 aprile ‘Call me God’ fa tappa all’interno del ‘Heidelberg Stueckemarkt’. Si tratta della fiera internazionale della drammaturgia più importante d’Europa. Difficilmente Cervo riuscirà però a essere presente di persona a questa rappresentazione visto che il 27 aprile il suo ‘Tra il naso e il cielo’ (da Luigi Pirandello) è pronto a conquistare una delle città più dinamiche dell’Asia: Shanghai. Il giovane drammaturgo italiano è stato invitato a trascorrere un mese in Cina per seguire di persona l’allestimento dell’opera messa in scena, da un cast cinese e con la regia di Adriano De Santis, al prestigioso teatro della Shanghai Theatre Academy.