ANNO 16 n° 274
''Il sindaco conosce
le nostre richieste
tocca a lui decidere''
La Destra e Alleanza per Viterbo:
giunta a sei assessori e riduzione Imu
14/09/2012 - 15:24

di Silvia Cannucciari

VITERBO – Azzeramento della giunta, costituzione di un nuovo esecutivo con al massimo sei assessori e riduzione dell’Imu. Sono queste le richieste che sono state nuovamente ribadite da La Destra e da Alleanza per Viterbo a Giulio Marini durante le consultazioni che il sindaco sta svolgendo dopo le sue dimissioni. Il 25 settembre sarà il termine ultimo, prendere o lasciare, confermare le dimissioni o ritirarle. Ma per ritirarle occorre che la maggioranza si ricompatti e che si ripresenti unita in consiglio.

Un vero e proprio “percorso di guerra” per il sindaco, almeno a giudicare da quanto detto dai sei consiglieri dei due gruppi della ex maggioranza: Augusto Turchetti, Maurizio Federici e Francesco Simoncini de La Destra; Antonio Fracassini, Marco Maria Bracaglia e Marcuccio Marcucci di Alleanza per Viterbo.

Condizione indispensabile per ricucire lo strappo, secondo loro, il coinvolgimento e la partecipazione diretta alle decisioni che riguardano la città, a cominciare dal bilancio, senza nessuna scelta imposta dalla giunta e partorita in stanze in “cui non è possibile accedere”.

“Noi non vogliamo distruggere nulla – ha dichiarato Federici – anzi il nostro intento è proprio l’opposto, ossia ricostruire. Come possiamo presentarci ai cittadini dicendo loro che siamo stati obbligati ad aumentare le tasse e fargli pagare l’Imu senza aver fatto nulla per abbattere i costi della politica, vantandoci addirittura di avere dieci assessori? Non è assolutamente possibile agire in questo modo. La nostra opposizione a questo modo di fare non è scaturita da un tornaconto personale, tutto quello che facciamo è per il bene della città”.

“Quando lo scorso 17 dicembre – interviene poi Fracassini – Marini, costretto dalle norme legislative che vietano la doppia carica - fu chiamato a scegliere se restare deputato o fare il sindaco a tempo pieno. Scelse di fare il sindaco e ci chiese la massima collaborazione. Noi non ci siamo tirati indietro. Quello che chiedevamo, però, era di partecipare attivamente alle decisioni prese per Viterbo ma questo non è mai avvenuto perché il sindaco non ce lo ha mai permesso. Basti pensare che dei 13 milioni di euro del Plus ne siamo venuti a conoscenza tramite la stampa”.

Dello stesso avviso Bracaglia: “E’ come se Marini fosse ostaggio di gruppi che gli impediscono di prendere decisioni liberamente – ha commentato –. Non vorrei che il sindaco usasse questa situazione di stallo per addossare ai consiglieri che si sono ribellati a tutto questo colpe che non hanno e non vorrei che usasse questa crisi come alibi per poi intraprendere scelte politiche lontane da Viterbo”.

“Se il Comune cadesse non dipenderebbe da noi – ha poi concluso ancora Fracassini – ma da quanto è stato o non è stato fatto in questi anni. Finora non è stata data alcuna risposta alle nostre richieste, Marini ha tempo fino al 25 settembre per decidere, noi agiremo di conseguenza”.






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