


CIVITA CASTELLANA - 'Per quanto riguarda la diabetologia, a Civita Castellana abbiamo un bacino di circa 900 pazienti e una struttura che è in grado di erogare servizi per un solo giorno a settimana, per 6 ore complessive. E' chiaro che tale servizio non è minimamente sufficiente a garantire le dovute prestazioni agli utenti, i quali sono costretti a spostarsi verso il capoluogo o addirittura fuori provincia con il disagio ancora maggiore per pazienti anziani, spesso con altre patologie'. Nasce da questa considerazione la prima assemblea pubblica organizzata dal Movimento 5 Stelle di Civita Castellana per puntare l'attenzione e trovare soluzioni idonee al potenziamento del servizio di diabetologia che, dal nosocomio cittadino, si è spostato recentemente alla cittadella della salute in via Petrarca, assicurando comunque le prestazioni ma in maniera ridotta.
Per questo motivo gli organizzatori, Valerio Biondi, Sandro Andreucci e Maurizio Selli, hanno deciso di inviare nei prossimi giorni una richiesta formale di potenziamento dell'intera rete di diabetologia per ampliare le prestazioni con una disponibilità di almeno 3 giorni a settimana.
'Su questo punto - commenta Biondi - siamo abbastanza ottimisti alla luce delle interlocuzioni avute in queste settimane, che hanno fatto emergere la possibilità di un raddoppio del servizio già a partire dal mese di settembre. Il tutto non necessariamente attraverso nuove assunzioni ma attraverso l’ottimizzazione e la stabilizzazione delle risorse già esistenti'.
All’iniziativa, a cui hanno preso parte anche il consigliere comunale RC Yuri Cavalieri, il presidente dell’Anpi di Civita Castellana Ettore Muffo ed alcuni rappresentanti del comitato di Lotta Viterbo, si è altresì parlato della necessità di prevedere un servizio, per almeno un giorno a settimana, dedicato alle tecnologie, con riferimento ai microinfusori di insulina utilizzati dai pazienti con il diabete di tipo 1, in considerazione del fatto che molti pazienti, secondo quanto emerso in assemblea, sono obbligati a spostarsi fuori città.
'Alla luce di quanto emerso - ha dichiarato infine Biondi - si è deciso di portare avanti la costituzione di un comitato per la difesa della sanità pubblica, con relativa raccolta firme sulle singole proposte che interesseranno in futuro anche pneumologia, oncologia e rianimazione'.