ANNO 16 n° 95
Il “salotto buono della città” a metà tra vecchi lavori e nuovi progetti
Pavimentazione, via del Ganfione e museo: confronto in Consiglio tra opposizione e amministrazione
Andrea
05/04/2026 - 00:25
di Andrea Farronato

VITERBO – il cosiddetto “salotto buono” della città torna ad essere sotto i riflettori durante le ultime interrogazioni a Palazzo dei Priori. Al centro del dibattito, la pavimentazione ancora incompleta della piazza, la situazione di via del Ganfione e il futuro di una parte del Museo dei Portici.

La situazione della Pavimentazione e via del Ganfione

Il tema è stato sollevato dalla capogruppo di Fratelli d’Italia, Laura Allegrini, che ha ripercorso il progetto complessivo di riqualificazione dell’area. In particolare, sul completamento della pavimentazione di Piazza del Comune “Se facciamo tutto questo ma non completiamo la pavimentazione, è tutto inutile”, aggiungendo di come siano necessari circa 500mila euro per chiudere l’intervento.

Dubbi anche su via del Ganfione, ancora chiusa dopo tre anni. Sul punto la sindaca Chiara FrontiniParliamo di Piazza del Comune, il cosiddetto salotto buono della città, e di altre due situazioni che stiamo portando avanti. Partendo da via del Ganfione, ci siamo: siamo nell’ottica del coinvolgimento delle parti sociali interessate. Vorremmo organizzare un appuntamento che coinvolga la Prefettura e il Rotary Club per parlare del processo di riprogettazione”.

Sempre Frontini ha ribadito la centralità dell’intervento sulla piazza “Piazza del Comune rimane tra le priorità dell’amministrazione. Abbiamo approvato in giunta il consultivo per capire le somme disponibili per gli investimenti: sarà questa una priorità”.

Il futuro di una parte del Museo dei Portici

Per quanto riguarda invece l’ala sinistra del Museo dei Portici, la giunta ha già individuato una destinazione precisa. A illustrarne i dettagli è il vicesindaco Alfonso AntoniozziQuella sala è parte integrante del sistema museale, diventa la logica continuazione del museo di Palazzo dei Priori. Nelle more dell’individuazione del direttore del museo, che contiamo di fare dopo l’assestamento di bilancio, ho vincolato quella sala a installazioni site specific di artisti contemporanei viventi”.

Antoniozzi ha poi chiarito l’impostazione del progetto “Si tratta di opere ispirate dallo spazio e dal luogo, esattamente come è successo per Siganda”.

Una prospettiva accolta con favore dalla stessa Allegrini, che ha però invitato alla cautelaÈ una buona notizia, ma serve un minimo di controllo nelle more dell’arrivo del direttore: si tende all’autoreferenzialità, mi raccomando il massimo controllo”.






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