ANNO 16 n° 275
'Il rinnovo del contratto nazionale della ceramica ha dovuto affrontare sfide obiettivamente complesse'
Confindustria ceramica torna sul mancato accordo: 'Da parte nostra proposte responsabili'
12/05/2024 - 07:59

 

CIVITA CASTELLANA - Dopo il mancato accordo a Bologna tra sindacati e Confindustria ceramica per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro si è aperto uno spartiacque importante nella contrattazione tra le parti. Sfiduciati e insoddisfatti per le richieste rispedite al mittente, le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno indetto uno sciopero nella città della ceramica per martedì 14 maggio, con presidio fisso dalle 10 alle 11 davanti alla ceramica Flaminia, l'azienda diretta dal presidente designato di Confindustria ceramica, Augusto Ciarrocchi.

'Dieci mesi di trattativa non sono servite a colmare le distanze sia per la parte normativa che per quella economica - hanno fatto sapere i segretari generali Mauro Vaccarotti (Filctem), Fabrizio Mastrogiovanni (Femca) e Alessandra Aldini (Uiltec)-. Le nostre proposte si sono rese necessarie per tutelare il potere d'acquisto dei salari e la riqualificazione professionale dei lavoratori e delle lavoratrici in un contesto di trasformazione tecnologica e di transizione energetica, ma purtroppo non siamo riusciti a trovare un punto di incontro'.

Da parte di Confindustria ceramica la risposta è stata netta.

'L'industria italiana della ceramica - fanno sapere da Sassuolo - assicura un'occupazione stabile e di qualità: oltre il 98% dei lavoratori delle imprese associate a Confindustria sono impiegati con contratti a tempo indeterminato. La contrattazione e le buone relazioni industriali hanno governato le trasformazioni che hanno interessato l'industria ceramica. In questa direzione, i rinnovi dei contratti collettivi hanno saputo coniugare la tutela delle retribuzioni e la competitività internazionale delle nostre aziende'. 

'Le trattative per il rinnovo dell'attuale contratto - specificano dalla sede di viale Monte Santo - superato il decimo mese dalla scadenza, hanno dovuto e devono affrontare sfide obiettivamente complesse. Da un lato, si svolgono in un contesto di crisi di mercato, dall'altro devono dare una risposta, che è giusto notare si sta protraendo troppo nel tempo, al potere d'acquisto delle retribuzioni, particolarmente colpito dal picco inflattivo dello scorso anno.  Per tentare di conciliare queste opposte esigenze abbiamo formulato una proposta economica che, unitamente ad una cospicua una tantum per tenere conto dei ritardi del negoziato, preveda un incremento economico comunque significativo e in linea con le soluzioni individuate insieme alle organizzazioni sindacali per rinnovare i contratti del 2016 e del 2020. Tali rinnovi hanno sempre superato l'andamento dell'inflazione. La nostra proposta oltre all'aspetto economico comprende anche risposte specifiche alle richieste normative che ci sono state presentate, come il qualificante inserimento di nuovi profili professionali'.

'Il nostro obiettivo - concludono - resta pertanto quello di individuare punti di equilibrio sostenibili, che siano in linea con le prassi contrattuali definite con il sindacato per firmare i precedenti contratti. Siamo come mai convinti che sia una responsabilità condivisa tra le parti quella di individuare soluzioni coerenti con lo scenario attuale'.






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