

VITERBO – Ci sono legami che il tempo non riesce a spezzare, perché affondano le proprie radici in valori condivisi come la solidarietà, la fede, l’altruismo e il senso di comunità. È il legame tra Vito Ferrante, fondatore dell’Afesopsit, e il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, rinsaldato ancora una volta dall’emozionante omaggio che i Facchini gli hanno dedicato durante il Trasporto della Macchina di Santa Rosa del 3 settembre.
Una “girata” nel ricordo di Vito, scomparso il 29 aprile scorso, che ha profondamente commosso la famiglia. A esprimere la gratitudine è stata la figlia Antonella Ferrante, con un messaggio nel quale ha ripercorso una storia fatta di amicizia, stima e impegno comune a favore delle persone più fragili.
«L’emozionante omaggio della “girata” a lui dedicata – scrive Antonella – ci riempie il cuore di commozione e profondo orgoglio».
Un rapporto, quello tra Vito Ferrante e i Facchini, nato molti anni fa. Già nel 1988, infatti, Vito volle rendere omaggio al Sodalizio realizzando una scultura in legno e gesso capace di rappresentare l’essenza stessa del Trasporto: l’unione fisica e spirituale dei Facchini come simbolo di forza, solidarietà e condivisione.
La scultura è oggi custodita nel Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e rappresenta la testimonianza concreta di un’amicizia che negli anni si è trasformata in una collaborazione profonda.
Quando Ferrante fondò l’Afesopsit – Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia e diede vita alla sua amata Fattoria di Alice, quel rapporto trovò infatti una nuova dimensione.
Il Sodalizio divenne un alleato prezioso nelle iniziative dell’associazione, sostenendola attraverso donazioni e iniziative benefiche rivolte alle persone più fragili.
Un impegno che rispecchiava pienamente la visione di Vito Ferrante, da sempre convinto della necessità di costruire una società libera da barriere e pregiudizi, nella quale nessuno dovesse essere lasciato indietro o giudicato per le proprie fragilità.
«Il vostro omaggio sia un esempio per tutti – sottolinea Antonella Ferrante –: le fasce più deboli della società vanno protette e sostenute, sempre, proprio come voi sostenete il peso della Macchina».
Ed è proprio nel simbolismo del Trasporto che la famiglia individua il messaggio più forte lasciato da Vito: la capacità di farsi carico insieme di un peso enorme, sostenendosi reciprocamente e procedendo uniti verso un obiettivo comune.
«Credo che l’esempio dei Facchini, capaci di farsi carico di un peso immenso restando uniti, debba spingerci a riflettere sulla necessità di abbattere ogni forma di stigma e di sostenere concretamente le fasce più deboli e fragili della nostra comunità, senza lasciare indietro nessuno».
Al termine del suo messaggio, Antonella Ferrante ha rivolto un sentito ringraziamento al presidente del Sodalizio, al Capofacchino e a tutti i Facchini di Santa Rosa: «Grazie per la vostra vicinanza, per il vostro supporto costante e per aver fatto volare alto, ancora una volta, il ricordo di mio padre».
Sabato 5 settembre torna l'appuntamento dell'Afesopsit alla Fattoria di Alice
Il ricordo di Vito Ferrante proseguirà anche sabato 5 settembre 2026, quando alla Fattoria di Alice, storica sede dell’Afesopsit in strada Tuscanese 20, nei pressi di Viterbo, si terrà il consueto incontro settimanale dell’associazione.
L’appuntamento, completamente gratuito e aperto a tutti, rappresenta uno dei momenti attraverso i quali l’Afesopsit continua a mantenere vivo lo spirito del suo fondatore: un luogo di incontro, condivisione, solidarietà e riflessione sui diritti umani e sulla tutela delle persone più fragili.
A ogni partecipante verrà donata una pubblicazione dedicata ai temi della pace, della solidarietà, del rispetto dei diritti umani, della difesa del mondo vivente, realizzata in memoria di Vito Ferrante.
Come da tradizione, l'incontro prenderà il via intorno alle 13 con la condivisione del pasto, per proseguire con lo scambio di doni e concludersi con il consueto colloquio corale, generalmente a partire dalle ore 14.
I temi affrontati saranno, come sempre, diversi: dalla musica alla poesia, dalla riflessione morale e civile alla progettazione di nuove iniziative di solidarietà per difendere, promuovere e rendere concreti i diritti di tutte e di tutti.
Un appuntamento che assume quest'anno un significato ancora più profondo, perché si svolge nel ricordo di Vito Ferrante, scomparso lo scorso 29 aprile dopo aver dedicato gran parte della propria vita alla costruzione di percorsi di solidarietà e inclusione.
La “girata” dei Facchini e l'incontro alla Fattoria di Alice diventano così due momenti diversi ma legati dallo stesso filo conduttore: continuare a far vivere, attraverso gesti concreti, l'idea di una comunità capace di sostenersi, accogliere e non lasciare indietro nessuno.
È questa, in fondo, l'eredità più forte di Vito Ferrante: non soltanto il ricordo di una persona, ma un impegno da raccogliere e portare avanti ogni giorno.