ANNO 16 n° 272
''Il restauro fine a se stesso č una forma di assistenzialismo''
Biondi: ''Occorre uno sviluppo concreto del territorio, gli interventi devono essere ben strutturati''

CIVITA CASTELLANA - Civita Castellana è nota per il suo paesaggio particolare, caratterizzato dalle gole che ne incidono i profili, scavate anticamente dalle acque del fiume Treja. Come tutta la zona del Lazio e dell’Italia centrale, tra i secoli XVIII e XIX, è stata meta del Grand Tour, ossia quel percorso che portava nobili e rampolli d’oltralpe ,soprattutto inglesi, tedeschi e fiamminghi, alla scoperta delle meraviglie d’Italia.

 

Civita Castellana è l’ideale per chi ama un turismo collinare, dove poter coniugare da una parte l’amore per un paesaggio naturalistico di tutto rilievo, dall’altra il centro storico si fa notare per il Forte Sangallo e per il Duomo.

 

In considerazione di tutto ciò, visti anche gli investimenti che riguardano la “Riqualificazione Colle di Vignale” 330.000€ previsti nel 2022, “Consolidamento ponte medievale sito in Località Celle” 240.000 € previsti nel 2022 , “Realizzazione sentieri didattici e piste ciclabili loc. Celle 350.000 € previsti nel 2022, “Sistemazione sentieri storico naturalistici” 330.000 € previsti nel 2022 , “Sistemazione dissesto idrogeologico Vignale 1° stralcio” 980.000 € previsti nel 2023, il pentastellato Valerio Biondi propone che questi finanziamenti vengano messi a frutto nel modo più razionale possibile considerando sì le opere di restauro, ma anche le modalità di manutenzione post restauro e di profittabilità allargata in termini di turismo.

 

Dichiara il consigliere : “ Bisogna prendere atto che un investimento, in termini di riqualificazione ambientale, di 2.230.000 € è una cifra ragguardevole da spendere in un un’area ricca di natura, di storia antica ed antichissima che consentirà nuovamente ai cittadini ed ai turisti la fruizione di questi siti. L’ investimento, distribuito su due anni (2022-2023 ), interviene su un’area oggetto di restauro già eseguito con contributo di 255.000 €. I monumenti e le strade, oggetto di restauri seppur parziali eseguiti a suo tempo, sono nuovamente stati inghiottiti dalla vegetazione e quindi non più fruibili dalla cittadinanza. Non si menzionano nel documento programmi di manutenzione post restauro delle aree individuate. Considerato che senza programma di manutenzione i siti sono destinati a tornare impraticabili nel giro di 5 o 6 anni, come dimostra l’esperienza recente del restauro parziale del ponte medioevale a schiena d’asino gettato sul ruscello Rio Maggiore in prossimità del tempio Falisco dedicato a Giunone Curite.”

 

 

“Il restauro fine a sé stesso è una forma di assistenzialismo senza sviluppo concreto del territorio.” prosegue il consigliere, che aggiunge “ E’ indispensabile quindi programmare e strutturare gli interventi avendo una visione di insieme delle potenzialità del territorio immaginando anche un futuro turistico per Civita Castellana. Nel considerare che è un territorio di 83 Kmq con 295 siti archeologici censiti e quindi potenzialmente molto attrattivo, propongo i seguenti emendamenti alla sezione “lavori pubblici” del DUP”

 

Ecco le proposte:

- Inserire un capitolo di “spesa” dedicato alla manutenzione post restauro dei siti.

- Impostare gli interventi previsti avendo in mente che una offerta turistica di ambito incontrerà sicuramente maggior favore che una offerta singola. Penso ad investimenti per ritrovare il tracciato della Via Velata che collegava Falerii Novi al Tempio di Giunone Curite nella valle di Celle (coinvolgimento del comune di Fabrica di Roma).

- Prevedere la messa in atto di ogni tipo di iniziativa per lo sviluppo del turismo affinché la manutenzione dei siti (e non solo) possa essere finanziata dal turismo stesso.

- Coinvolgere i frontisti delle strade di accesso affinché tengano a freno la vegetazione che invade le vie che conducono ai siti e, per questo, prevedere un minimo di investimento per i controlli da parte degli enti preposti.

- Investire in personale che studi il modo di coinvolgere altri comuni di ambito per il turismo o quantomeno tendere ad avere un'offerta allargata in termini culturali, monumentali, gastronomici ed ambientali.

- Provvedere allo stanziamento di fondi per riportare alla luce (ora sommerso dalla vegetazione) i resti del Tempio di Giunone Curite dove i Falisci venivano a venerare loro dei anche quando, sconfitti dai Romani, furono trasferiti da Faleri Veteres (attuale Civita Castellana) nella nuova città di Falerii Novi appositamente costruita per loro.

 

 

“ Questo capitolo naturalmente andrà gestito in collaborazione con gli enti preposti nazionali/regionali quali: MiBACT /Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria meridionale.” chiude il pentastellato.






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