


VITERBO - (b.b.) A tradirlo sarebbero stati il naso pronunciato e una leggera zoppia dovuta a un recente incidente stradale, che lo ha visto coinvolto. Per questo A.V., quarantacinquenne romano, ma da tempo residente a Viterbo, è finito in manette.
Secondo i carabinieri del comando provinciale di Viterbo sarebbe stato lui a tentare di mettere a segno due rapine nel giorno di San Valentino, entrando armato di pistola ad aria compressa e con un casco in testa, all’interno di due esercizi commerciali, un centro di toelettatura per animali in via Monte Santo e un negozio di giocattoli in via Mazzini.
In entrambi i casi, però, non avrebbe trovato quanto sperato: le casse delle due attività, poco prima dell’orario di chiusura, sarebbero state pressoché vuote. Al loro interno, solamente qualche spicciolo, nulla di più.
A.V., come si nota anche dalle immagini della videosorveglianza, dopo aver estratto la pistola, una fedele riproduzione di una Beretta 92 FS in plastica, avrebbe tentato di intimidire le commesse, costringendole a consegnargli tutto il denaro in loro possesso. Peccato che non ne avessero. E così la resa.
A saltare agli occhi degli inquirenti, la reazione del tutto inaspettata del rapinatore: prima di andarsene, consapevole di non poter portare a termine il proprio piano, avrebbe chiesto scusa alle commesse per l’inconveniente, stringendo loro la mano.
Ma non solo. Il giorno successivo, dopo aver realizzato quanto successo, sarebbe tornato dalla titolare del negozio di giocattoli per rinnovarle le proprie scuse e chiederle di ritirare la denuncia.
Un comportamento encomiabile da ladro gentiluomo, che deve aver spaventato la donna ancora di più, tanto da richiedere l’intervento dei carabinieri.
Intercettato a piazza Crispi, l’uomo è stato fermato e portato in carcere: in casa sono stati ritrovati il casco, il piumino e la pistola ad aria compressa.
''Ero totalmente fuori di me'' avrebbe spiegato in sede di interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari.