ANNO 16 n° 274
Il primo consiglio comunale tra buoni propositi, sorrisi e grane
27/06/2013 - 04:00

di Roldano Cisternino

VITERBO – E’ toccato a Francesco Serra, in qualità di consigliere anziano (nel senso del più votato) aprire ieri mattina i lavori del primo consiglio comunale targato Leonardo Michelini sindaco.

E lui, il Renzi della Tuscia, lo ha fatto con i toni pacati di chi sa che l’occasione è soltanto una specie di ‘’passerella’’ per eleggere il presidente del consiglio e il vice. Prima che inizi la seduta ha pure trovato il modo di scambiare qualche battuta e qualche sorriso con il sindaco. I due si sono seduti vicini, ma solo il tempo necessario ad eleggere Rossi presidente e Patrizia Frittelli vice, poi Serra prenderà un posto periferico, vicino ad Aldo Fabbrini, rispetto a Michelini e a quella giunta di cui proprio non ha voluto far parte.

Rossi eletto presidente del consiglio comunale, quindi. Ma proprio ad inizio votazione la prima grana: Quintarelli si dissocia dall’indicazione della maggioranza e dichiara di votare scheda bianca. In realtà le schede bianche saranno quattro, evidenziando così che all’interno di Pd, lista civica e Oltre le mura, tre franchi tiratori non hanno votato il direttore artistico di Caffeina.

Ma intanto ad emergere pubblicamente è stata la posizione di Quintarelli, autore di un botta e risposta, anche un po’ acido, con Michelini. La vicenda sembra abbia radici lontane, che risalgono alla formazione della lista del Pd. Allora, secondo i rumors, il partito ostacolò la ricandidatura del consigliere uscente ma poi, dopo un lungo braccio di ferro, pensò che non era il caso di compiere una lacerazione alla vigilia delle elezioni. ‘’Tanto – pensarono i più – non verrà eletto’’. A elezione avvenuta invece, Quintarelli si è messo subito di traverso e il rapporto tempestoso con il suo partito e con il sindaco pare non sia prossimo alla fine.

‘’Sono della maggioranza – ha detto ieri – a meno che non pensiate di cacciarmi’’.

Diversa e più morbida la versione rispetto al ‘’che fai mi cacci?’’ di finiana memoria, ma pur sempre indicativo delle turbolenza in atto.

Il centrodestra vota invece compatto per Gianluca De Dominicis, del Movimento 5 Stelle, il quale, per nulla imbarazzato dell’appoggio, a cui si aggiunge quello di Chiara Frontini, affronta la prima prova consiliare con il piglio del protagonista. Perderà la sfida con Filippo Rossi, ma, visto che c’è, prende la parola per proporre la diretta streaming dei prossimi consigli comunali. Rivoluzionario. ‘’Certo – confiderà poi – una cosa è stare tra il pubblico e un’altra dentro i cordoni del consiglio. L’emozione si sente’’.

In sala va via la luce ma nessuno pensa che sia un sabotaggio di Giulio Marini, anche perché un minuto prima l’ex sindaco, con molto fair play, aveva augurato un buon lavoro a sindaco e consiglieri, aveva ammesso la sua sconfitta e si era reso disponibile al dialogo per il bene della città.

La luce va via di nuovo e il contesto richiamerebbe una risata generale, come per la classica torta in faccia. Ma proprio in quel momento i sorrisi sono per un distratto Filippo Rossi che, ancora non abituato al suo nuovo ruolo di presidente, viene chiamato e richiamato invano da destra e da sinistra dai consiglieri che vogliono prenotare gli interventi.

Gianmaria Santucci chiede la parola un paio di volte, gli risponde Sergio Insogna ma il leader di Fondazione sembra più interessato alle fans che lo spronano e lo sostengono alle sue spalle.

Il consiglio comunale finisce così lentamente, e un po’ stancamente, con due punti fermi.

Il primo, la convergenza tra Filippo Rossi e Chiara Frontini nel proporre l’abolizione del cartaceo e l’uso della sola posta elettronica per notifiche e comunicazioni ai consiglieri, così da dare un segnale simbolico di risparmio nella pubblica amministrazione.

Ok, non sarà l’alba di una nuova era ma la scoperta di un sindaco molto determinato, questo il secondo punto fermo, e padrone del suo ruolo sin dalle primissime battute del suo mandato, ci si augura possa fare il resto.

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