

di Giovanni Masotti

VITERBO - Presidente Romano, la Viterbese e lei state vivendo un momento terribile. Ma si intravede una luce in fondo al tunnel?
'Un momento bruttissimo e difficile, ma dal quale - ne sono sicuro - usciremo più forti di prima. Dobbiamo riflettere sui nostri errori e cercare di non commetterne più. E abbassare la testa e lavorare, lavorare'.
Stando a quello che scrive qualcuno, la frattura tra lei e i giocatori sarebbe quasi insanabile. Cosa ha detto alla squadra?
'No, con i giocatori non c'è nessuna frattura... Certo, ovviamente siamo tutti amareggiati per come sono andate le cose. Bastava poco, anche un solo punto, per poter disputare i playout. Bastava il buonsenso delle istituzioni per poterli giocare. Ma io ho ancora la speranza di esserci'.
Credeva di arrivare a un punto simile lei che era stato accolto con tanta speranza ed entusiasmo?
'Come sa bene chi fa calcio, le difficoltà sono sempre dietro l' angolo. La mancata possibilità di partecipare ai playout è stata una mazzata. Aspettiamo di conoscere le motivazioni del Coni per poter depositare il ricorso al TAR del Lazio, anche perché sembra che la decisione contro di noi non sia stata unanime, fatto molto raro questo. Lei mi chiede di Camilli... Non so che dirle, anche perché non lo vedo e non lo sento da più di due anni, se non per i contenziosi che abbiamo dei quali si stanno occupando i miei avvocati. In merito alle mie competenze calcistiche, vorrei ricordare al signor Camilli che è stato capace di esonerare allenatori del calibro di Pioli, di Sarri e di Allegri e quindi non posso davvero accettare consigli da lui. Potrei accettarli solo nel campo della macelleria, vista la sua grande competenza specifica'.
La domanda delle domande è come andrà a finire la Viterbese?
'Io vedo tre possibilità, tutte percorribili e tutte con una base di concretezza: la serie C se saremo riammessi ai playout; ancora la serie C se andasse in porto la trattativa per la fusione con il Monterosi, che è appena iniziata; la serie D se non si verificheranno le prime due ipotesi. Vede, io sono da quattro anni a Viterbo, credo di essere il presidente più longevo della storia del professionismo nel nostro club e sono felice di ricevere ogni giorno attestati di stima e di affetto da tanti tifosi, cittadini e imprenditori, che mi chiedono di rimanere e di lottare. Ed è proprio quello che ritengo comunque di fare!'.