ANNO 16 n° 275
Il personale: ''Problemi di ordine igienico-sanitario con il cibo portato da fuori''
17/12/2012 - 15:46

VITERBO – ''Strozzapreti al pesto, 4 euro, spaghetti al pomodoro 3,50 euro, involtini ripieni con contorno di piselli, 4,50 euro, antipastone misto, 4 euro, insalatona, 3,50 euro: questo il ''menu del giorno'' proposto dal bar-tavola calda interno dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana, esposto in bella vista nel corridoio da cui si accede ai vari reparti.

Da quando i pasti distribuiti dalla ditta appaltatrice vengono rifiutati dalla stragrande maggioranza dei 70-75 degenti, per il locale gli affari hanno subito un'inattesa impennata. Molti ricoverati, secondo quanto si è appreso sul posto quasi tutti, infatti, restano nauseati dal contenuto dei vassoi riscaldati. Le loro famiglie sono così costrette a portare il cibo da casa. E chi, per un motivo e per l’altro non può, dà un occhiata al cartellone con il ''menu del giorno”'', ordina e lo porta al congiunto ricoverato.

''La circostanza che la gente porti il cibo da casa – spiega il personale dell’ospedale – comporta dei seri problemi di ordine sanitario, in quanto né gli infermieri né i medici sono in grado di verificare se siano o meno compatibili con la dieta prescritta ai malati. Ma non è ancora tutto: ''Non abbiamo nemmeno la possibilità – aggiungono – di controllare i pasti dal punto di vista igienico sia dei cibi che dei contenitori. E’ ovvio che le attenzioni da adottare in un ospedale sono diverse e maggiori di quelle che in genere si usano nelle case''. 

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