ANNO 16 n° 272
Il perché dei Viterbesi ai fischi verso la sindaca Frontini sotto Dies Natalis
'Un segnale di disconnessione con Viterbo e i viterbesi'
Serena
05/09/2024 - 07:12
di Serena D'Ascanio

VITERBO - È ormai una tradizione consolidata che, prima del trasporto della macchina di Santa Rosa, il Vescovo impartisca la benedizione alla macchina, il costruttore la consegni simbolicamente al sindaco e il sindaco, a sua volta, la affidi ai facchini. Tuttavia, durante l'edizione del Dies Natalis 2024, quando il costruttore Vincenzo Fiorillo ha passato la parola alla sindaca Chiara Frontini, qualcosa è andato storto. Fischi e boati hanno accompagnato le parole della sindaca mentre cercava di incoraggiare i facchini, nonostante stesse usando il microfono per esaltare la rappresentatività della macchina di Viterbo. Ma perché è successo tutto questo? Cosa ha spinto i cittadini viterbesi a esprimere in modo così forte il loro dissenso durante un momento tanto sacro e sentito?

Lo abbiamo chiesto proprio a loro durante la fiera di ieri, 4 settembre.

'I fischi possono anche riflettere una crescente distanza tra l’amministrazione comunale e le preoccupazioni quotidiane dei cittadini. Le persone vogliono vedere miglioramenti concreti nella loro vita di tutti i giorni: strade più sicure, servizi migliori, una città pulita e ordinata. Se sentono che questi bisogni non sono ascoltati o sono trattati con superficialità, la pazienza si esaurisce.'

'Il modo in cui la sindaca ha risposto ai fischi, continuando il suo discorso con enfasi e sicurezza, può essere stato visto come un segno di arroganza, un rifiuto di confrontarsi con il dissenso. In politica, ignorare o minimizzare le critiche non è mai una buona strategia, specialmente quando sono così chiare e sonore. Invece di cogliere l'opportunità per ascoltare la gente e dimostrare empatia, l'impressione data è stata quella di una leader che non accetta critiche, il che può aver alimentato ulteriormente il malcontento.'

Se il discorso della sindaca sembrava troppo orientato a promuovere la propria immagine o a vendere una visione di “innovazione” che non si riflette nella realtà quotidiana dei cittadini, i fischi erano quasi inevitabili.

I cittadini di Viterbo sembrano aver colto quel momento per dire che ne hanno abbastanza di essere ignorati, ma forse il momento per sottolinearlo non è stato proprio azzeccato, esistono circostanze e luoghi più appropriati.






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