ANNO 16 n° 274
''Il peggior nemico di Viterbo? I Viterbesi''
Interviene Rosanna Centenara, candidata consigliere comunale con Solidarietą Cittadina
11/05/2013 - 10:06

Riceviamo e pubblichiamo                                       

Sono una commerciante, provengo da una città del Nord  Italia e son 30 anni che vivo a Viterbo.

Non è stato per nulla facile integrarsi in questa città che, chiusa nelle sue grigie mura di peperino, mantiene una chiusura sociale anche verso l'esterno.

Il nuovo, qualunque esso sia, viene visto con diffidenza, superficialità e non come arricchimento culturale.

Come potrebbe essere facile la socializzazione, dove esistono ancora le caste ?

La casta dei medici, degli insegnanti, dei militari, dei commercialisti, degli impiegati e perfino dei facchini di S. Rosa? È difficile, se non impossibile, entrarvi.

 

Non ho mai conosciuto l'esistenza di associazioni, corporazioni, che si attivassero per problematiche sociali comuni, se non qualche tiepido accenno, ben presto smorzato dal lassismo e nichilismo che contraddistingue, ahimè, questa popolazione.

Il lassismo, ecco uno dei problemi piu' eclatanti di questa citta'. 

Non intervenire, non scendere mai in piazza per protestare o sbandierare le proprie posizioni, ha consentito l'avanzare di tolleranze fastidiose, brutture e sopraffazioni di ogni genere.

Nessuno è sceso in piazza per osteggiare la chiusura  tempestiva di reparti ospedalieri, o per chiedere a gran voce a questa amministrazione, un dearsenificatore all'acquedotto cittadino.

 

Dove sono i commercianti uniti che si mobilitano insieme per protestare contro l'insediamento incontrollato dei negozi di cinesi?   Nessuna voce contro la concorrenza sleale di questa nuova realtà'?

Perché questa concentrazione di attività cinesi a Viterbo, mentre in altre piccole città' italiane, il fenomeno è appena accennato o quantomeno controllato?

Ed intanto ci ritroviamo, ormai in ogni via, un'attività' cinese, che spersonalizza la caratteristica della città.

Non si tratta, ovviamente, di pregiudizio razziale, ma di una ben precisa richiesta di salvaguardia dei negozi  viterbesi già' esistenti sul territorio, attraverso controlli e sistemi di regolazioni locali. Sono certa che si potrebbero trovare soluzioni, anche contingentando le licenze commerciali.

 

Paradossalmente, l'unica volta che ho assistito ad un evento di protesta da parte dei commercianti viterbesi, è stato quando, alcuni anni fa, si era prospettata la possibilità' di chiusura al traffico del centro storico.

Poco importava se il traffico incastrato nelle vie strette del centro. deturpava la bellezza dei luoghi, inquinava l'aria  ed impediva ai pedoni una certa disinvoltura nel passeggiare .

Quello che importava era l'introito economico, che secondo i commercianti, sarebbe notevolmente diminuito, se le auto non avessero avuto  piu' la possibilita' di transito e parcheggio selvaggio, nelle vie del centro citta'.

Che visione distorta della realtà!

In altre città il centro storico, è il fiore all'occhiello, il biglietto da visita e come tale, salvaguardato,  difeso, ripulito  e sopratutto amato.

Via il traffico dal centro, via le auto da parcheggi improvvisati. Ben vengano mezzi urbani efficienti, parcheggi anche non a pagamento, all'esterno e costruzioni di scale mobili (vedi Perugia). Il peggior nemico di Viterbo, è lo stesso viterbese.

Che non ama la sua città,non la conosce,  non la stima, non la  difende, non la pulisce. Tutto concentrato sull'individualismo, non si accorge che fuori dal proprio orticello, c'è un altro mondo possibile. Con Solidarietà Cittadina abbiamo iniziato un nuovo cammino. Noi siamo pronti a confrontarci, condividere, metterci in discussione e soprattutto combattere per cambiare tutto quello che tiene Viterbo relegata ad una città priva di stile e modernità.

Rosanna Centenara, candidata consigliere comunale con SOLIDARIETÀ CITTADINA

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