



VITERBO – Il consiglio comunale straordinario sulla questione dell'affidamento dello stadio Rocchi ha portato con se diverse polemiche. Quasi tutti i consiglieri presenti in aula hanno espresso le proprie idee e perplessità sul tema molto divisivo.
L'assemblea di ieri era “figlia” anche delle registrazioni avvenute durante l'incontro del Movimento Viterbo 2020 di Novembre, in cui la sindaca Chiara Frontini, “si lasciava andare” sul temo stadio, ammettendo di aver fatto “una discreta forzatura” nel non prorogare la convenzione con la Viterbese di Marco Romano, creando le condizioni per far si che le clausole per l'affidamento dello stadio alla società venissero a decadere.
Dichiarazioni che unite a quelle sulla realizzazione di una manifestazione d'interesse per indirizzare lo stadio ad un preciso interlocutore dell'amministrazione, di certo non dipingono un quadro istituzionalmente limpido del lavoro di Chiara Frontini.
Sul tema delle registrazioni, durante il consiglio straordinario, è tornato il consigliere di maggioranza, Umberto Di Fusco: “Chiacchiere ed enfatizzazioni giornalistiche, ulteriormente aumentate per cassa di risonanza da una squallida registrazione che un essere umano ha ritenuto opportuno fare e che non ha avuto nemmeno il minimo coraggio di dire, dopo, sono stato io.”
Prima di queste parole il consigliere aveva dato risalto anche al “profumo della legalità” che il suo ruolo diffondeva, secondo il pensiero di altri colleghi in consiglio comunale. Viene naturale porsi delle domande dopo aver ascoltato queste parole. Perché Di Fusco, uomo delle istituzioni, accenna solo all'autore delle registrazioni e non al contenuto delle stesse? Se, giustamente, si vuole dare enfasi al concetto di legalità, le stesse parole della sindaca da lui appoggiata, in quell'incontro di Novembre, sono in antitesi con tale concezione.
La storia giornalistica italiana e internazionale è ricca di casi in cui, tramite registrazioni ed intercettazioni, si è fatta luce su questioni, spesso molto gravi. Tutto ciò che può essere utile a fare chiarezza su problemi che interessano i cittadini e i lori beni, va utilizzato. Puntando solo il dito nei confronti di chi materialmente ha registrato delle frasi non affrontandone il contenuto, sembra a tutti gli effetti un occasione mancata per promuovere la legalità.