ANNO 16 n° 273
Il Papa: ho cacciato uno, vendeva sentenze di nullità di matrimoni
06/11/2014 - 09:24

'Ci sono stati anche scandali pubblici; io ho dovuto congedare dal Tribunale una persona, tempo fa, che diceva: '10.000 dollari e ti faccio i due procedimenti, il civile e l'ecclesiastico'. Per favore questo no'. Lo ha raccontato il Papa ai corsisti di 'prassi canonica' promosso dal Tribunale della Rota romana. Agli stessi corsisti, ricevuti in udienza alle 9 in aula Paolo VI, il Papa ha raccomandato, nei casi di accertamento della nullità di un matrimonio, 'giustizia' e 'snellimento delle procedure'. 'Giustizia: quanta gente aspetta per anni una sentenza'. E bisogna essere anche molto attenti - ha raccomandato - che le procedure non siano entro la cornice degli affari: e non parlo di cose strane. Ci sono stati anche scandali pubblici'. E a questo punto ha raccontato di aver dovuto allontanare una persona dal Tribunale perché chiedeva soldi in cambio di sentenze di nullità.

 

Papa a Torino a giugno per venerare la sindone - 'Sono lieto di annunciare - ha detto il Papa in udienza - che, a Dio piacendo, il 21 giugno prossimo mi recherò in pellegrinaggio a Torino per venerare la Sacra Sindone e onorare san Giovanni Bosco, nella ricorrenza bicentenaria della sua nascita'. In piazza era presente una delegazione torinese.

 

Papa: non serve agitarsi e pavoneggiarsi per fare vescovo - Il vescovo, afferma il Papa, è un pastore e deve essere presso il suo popolo 'segno vivo presenza del Signore in mezzo a loro'. Per questo 'è triste quando si vede un uomo che cerca questo ufficio e fa tante cose per arrivare là, e quando arriva là non serve, si pavoneggia, vive soltanto per la sua vanità'. 'Non si tratta di una posizione di prestigio, di una carica onorifica, il vescovado non è una onorificenza, è un servizio non deve esserci posto nella chiesa per la mondanità'. Mentalità mondana, ha spiegato il Papa alla udienza generale, è quando si pensa 'questo uomo ha fatto la carriera ecclesiastica, è diventato vescovo', nella chiesa non può, fare il vescovo è un servizio non una onorificenza per vantarsi, essere vescovi vuol dire tenere sempre davanti agli occhi l'esempio di Gesù che come buon pastore è venuto non per essere servito ma per servire, e per dare la sua vita per le pecore'.

 

Nella storia della Chiesa, ha ricordato il Pontefice, 'ci sono tanti vescovi santi, che ci mostrano che questo ministero non si cerca, non si chiede, non si compra, ma si accoglie in obbedienza non per elevarsi ma per abbassarsi, come Gesù che umiliò se stesso fino alla morte in croce'. La riflessione di papa Francesco è stata preceduta, appena ascoltate le letture bibliche, da un commento a braccio: 'abbiamo sentito - ha detto - le cose che l'apostolo Paolo dice al vescovo Tito, quante virtù dobbiamo avere noi vescovi, abbiamo sentito tutti, no? - ha detto girandosi verso i collaboratori dietro a lui - e non è facile, perché tutti siamo peccatori, almeno ci avviciniamo a questo che l'apostolo consiglia a tutti i vescovi, pregherete per noi per questo?'.

 

Attraverso i vescovi 'è Cristo stesso che si rende presente e continua a prendersi cura della sua Chiesa' ed è 'nella loro presenza possiamo riconoscere il vero volto della Chiesa': attraverso i vescovi 'la Chiesa esercita la sua maternità', 'sostenendoci per tutto il corso della nostra vita e avvolgendoci nella sua tenerezza e calore soprattutto nei momenti di sofferenza', ha detto il Papa.

ansa.it






Facebook Twitter Rss