ANNO 16 n° 41
Il nuovo regolamento sul consumo dell'alcool che divide
Regole che impongono 'dove' e 'come' consumare, Achilli 'cosi si vā contro gli esercenti'
Andrea
10/02/2026 - 07:41
di Andrea Farronato

VITERBO – È finita l’era delle ordinanze last minut sulla vendita di alcool; è infatti grazie al lavoro svolto in prima commissione che, finalmente, si sono disposte le regole che disciplineranno la vendita ed il consumo di alcolici; indicazioni, queste, che entreranno a far parte dell’articolo 22 nel nuovo regolamento di polizia urbana.

Cosa cambia nel concreto?

La principale differenza alla quale i cittadini dovranno abituarsi riguarda la predisposizione di regole da rispettare per non incorrere in sanzioni. Una serie di articoli quindi, che saranno consultabili direttamente sul regolamento di polizia urbana per tutti gli esercenti e commercianti viterbesi. È proprio su questo punto, però, che è nato un dibattito durante la commissione.

Un regolamento che ha in pancia delle “differenze territoriali”

Il nodo del discorso riguarda “come” queste norme sono state pensate, poiché a seconda della zona della città, ci saranno regole differenti, che andranno ad incidere sul come e sul dove poter consumare alcool.

È proprio su questo punto che si è espressa la consigliera Letizia Chiattimettere delle limitazioni per la vendita degli alcolici a zone non è giusto, in questo modo si crea inevitabilmente inequità tra i vari esercenti”; sul punto anche Matteo Achilli, consigliere FDI “andando a limitare le vendite nei giorni di massima affluenza e guadagno per le attività mi sembra un controsenso, anche in questo caso dovrebbero esserci norme ad hoc. Così sembra che state andando contro le attività”.

Un ultimo problema, sollevato sempre dal consigliere Achilli, riguardo il divieto di consumare al di fuori del locale “Un locale può ospitare un numero limitato di persone, nel mentre al di fuori è vietato il consumo. In questo modo poniamo un ostacolo reale alla vendita e al compenso di qualsiasi esercente, bisogna trovare una soluzione più pratica”; portando poi un esempio che calza al pennello “Prendiamo il caso del Fuoco di Sant'Antonio, non essendoci un posto fisico in cui poter consumare, la Pro loco non potrà vendere gli alcolici durante quella serata, ma questi incassi costituiscono una delle poche forma di sussistenza per stessa pro loco”.






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