ANNO 16 n° 273
Il nuovo ''Ragonesi''
si presenta e promette
tradizione e futuro
18/06/2014 - 13:56

VITERBO - (An. Ar.) Ieri, oggi e domani, soprattutto domani. Il liceo Cardinal Ragonesi, fresco centenario, non muore – come si è temuto fino a qualche settimana fa – ma riparte, con la forza della sua storia e le nuove energie che arrivano dal gruppo Apem. Già, l’Associazione pedagogia moderna, che ha rilevato dai Fratelli maristi la gestione dello storico istituto viterbese e che stamane ha presentato il suo progetto ambizioso, quello del “Complesso scolastico Cardinal Ragonesi”. Un’offerta formativa più ampia, dalla scuola per l’infanzia, alla primaria, alla secondaria.

IL PASSAGGIO Alla sede dell’accademia di Belle arti Lorenzo da Viterbo è stato l’ingegner Luigi Sepiacci a fare gli onori di casa: lui, presidente dell’accademia, gestore del Seraphicum (grande realtà scolastica di Roma sud), è responsabile di questa operazione per conto dell’Apem: “Annunciamo oggi il completamento di un passaggio che è durato un mese – ha detto Sepiacci – e presentiamo un progetto all’insegna della tradizione nel rinnovamento, nel quale ho creduto sin dall’inizio, visto che la scuola era destinata a chiudere, una perdita culturale inammissibile per Viterbo e i viterbesi”. Sì, perché da questo palazzone immerso nel verde di viale IV novembre sono passati, in cent’anni, i protagonisti della vita economica, politica e professionale della città dei Papi. Dall’ex ministro Fioroni (che dovrebbe avere avuto un ruolo di peso nella vicenda) al presidente della Viterbese Camilli, giornalisti illustri, avvocati di grido, architetti.

LE NOVITA’ Sepiacci ha in mente una svolta epocale già da settembre, con l’inizio dell’anno scolastico: iscrizioni aperte per la scuola dell’infanzia (si punta a fare una sezione, anche se c’è posto per 75 alunni) e per le prime classi di elementare e media, oltre naturalmente al liceo scientifico. Ma è nel modo di insegnare – e di studiare – che sono previsti i cambiamenti più rivoluzionari: “Lavagne multimediali in ogni classe – spiega l’ingegnere – un’Ipad per ogni alunno del biennio superiore, una piattaforma internet dove ogni professore caricherà le sue elezioni. Contiamo di anticipare i tempi della riforma nazionale e di abolire progressivamente i libri vecchia maniera. Naturalmente, le lingue straniere avranno un posto di rilievo nell’insegnamento, perché la scuola deve essere uno specchio della società, dei tempi. E allora l’inglese sarà insegnato dalla scuola dell’infanzia, come già facciamo al Seraphicum di Roma, con l’ambizione di far completare agli alunni, progressivamente, tutti e sei i livelli di apprendimento, fino al C2, praticamente lingua madre. I professori e i genitori hanno tutti risposto positivamente: coi docenti abbiamo già parlato, sono tutti riconfermati e sono previste integrazioni per le nuove classi che si creeranno. La loro formazione è importante, perché non si tratta di sostituire un gesso e una lavagna d’ardesia con una penna ottica e un display: anche i prof debbono essere all’altezza del cambiamento”.

LA SQUADRA Accanto a Sepiacci, ecco l’ispettore del ministero Raffaele Sanzio (che cura l’aspetto delle lingue straniere), la professoressa Elisabetta Belchini, esperta del metodo montessoriano per le scuole dell’infanzia e primarie, e fratel Domenico, il marista che resterà il preside della scuola, sempre per un discorso di continuità che qui non s’intende stravolgere. “Abbiamo sentito subito sintonia col territorio da parte dell’Apem – spiega proprio fratel Domenico – e questa per noi è una garanzia. Il cambiamento non è soltanto dovuto al desiderio, ma alla necessità di adeguarsi alle esigenze di una persona, come ha sempre fatto il liceo Ragonesi in cento anni di storia. Vogliamo riattivare questo nucleo di formazione, e crediamo che questa sia la strada più giusta: è una violenza, ma dobbiamo tornare in sintonia coi nostri figli, che oggi già a tre anni giocano con l’Ipad e che sono perennemente in contatto con il mondo attraverso uno smartphone”.

Silvia Somigli, segretaria organizzativa della Uil scuola, ha seguito tutta la vicenda, recependo le esigenze del corpo docenti: “Abbiamo traghettato passo passo i lavoratori in questa nuova esperienza, una esperienza che offre continuità didattica e pedagogica. Continueremo a vigilare, sempre in maniera positiva e propositiva”. La buona notizia è che non sono stati persi posti di lavoro, che i contratti saranno ancora a tempo indeterminato, e che ci sarà la possibilità di nuove assunzioni. In tempi di vacche magre come questi, c’è da festeggiare.

CONCLUSIONI Arriva anche il sindaco Michelini e la vice Ciambella a dare la benedizione del Comune: “Vengo da una scuola pubblica – dice Michelini – ma i miei figli e i miei nipoti hanno frequentato istituti privati. Credo che le idee debbano sempre messe a sistema, e che una sana concorrenza tra pubblico e privato non possa che far bene anche alla formazione delle prossime generazioni di viterbesi. Generazioni che si dovranno confrontare a livello globale, e che dovranno essere all’altezza, senza però perdere quei valori che noi abbiamo il dovere di tramandare loro”.

La scuola è finita, dice il calendario. Al Ragonesi invece sembra appena iniziata.

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