

VITERBO - Si è insediata lo scorso 25 giugno, quando è rimasta folgorata dalla bellezza di Palazzo dei Papi dove ha assistito al concerto della polizia di Stato. Poi, è venuta a contatto con un pezzo di tradizione, il trasporto della macchina di Santa Rosa, al centro del dibattito in alcune riunioni del comitato tecnico interforze. Così è iniziata la nuova avventura del prefetto di Viterbo Rita Piermatti, arrivata nella Tuscia per sostituire Antonella Scolamiero.
''Il territorio di Viterbo è abbastanza tranquillo - ha spiegato il nuovo prefetto - forte di una grande coesione tra le varie forze dell'ordine alle quali non posso che rivolgere un sentito ringraziamento. Le istituzioni sono al servizio del cittadino, lavorando insieme possiamo tutelare al meglio la comunità''.
Tema subito toccato dalla Piermatti è stato quello dell'immigrazione, tornato recentemente agli onori della cronaca: ''Qui non ci sono emergenze. La prefettura di Roma ha scelto non accettare ulteriori quote nella Regione, quindi gli unici eventuali arrivi saranno quelli di persone provenienti dalla capitale''.
Infine una puntualizzazione sulle capacità del territorio, sulle quali è intervenuto il capo di gabinetto Andrea Nino Caputo: ''A Viterbo sono previsti 220 posti, di cui al momento sono occupati 200. C'è spazio, quindi, per altre quindici, venti persone. Abbiamo sei strutture temporanee, abbiamo scelto la divisione in piccoli gruppi. Al di là di qualche singolo caso, non abbiamo avuto problemi''.