

Giovanni Masotti
VITERBO - L'atmosfera è cupa. Le associazioni di categoria scrivono e sollecitano invano il Comune, che da settimane resta asserragliato nel silenzio più assoluto dopo tante assicurazioni.
Paura di spiacere ai residenti del centro storico, serbatoio elettorale delle liste civiche, o effetto delle forti tensioni registratesi a San Faustino, dove i bazar degli extracomunitari continuano a fare il proprio comodo e a vendere alcol anche la sera tardi?
Fatto sta che sembra ridotta al lumicino la speranza di bar, locali e ristoranti di essere messi nella condizione di restare aperti fino alle due di notte, invece che all' una. E questo provoca un forte malessere tra i gestori, che confidavano - almeno in luglio e in agosto - di irrobustire finalmente i propri affari da troppo tempo considerati piuttosto magri.
Niente di tutto questo purtroppo all'orizzonte e associazioni deluse e sul piede di guerra.
'I pubblici esercizi - scrive alla sindaca Frontini e all'assessore Franco il presidente di Confimprese Gianfranco Piazzolla - stanno rispettando ogni prescrizione nel rispetto della propria tutela, della quiete pubblica e del decoro urbano nei pressi dei loro locali, segnalando immediatamente qualsiasi problema si ponga a livello di ordine pubblico. Sulla scorta dei precedenti incontri - sottolinea Piazzolla - registriamo un preoccupante nulla di fatto, con una lunga stasi che purtroppo ci fa capire che non si intende procedere con le proposte messe in campo dalle associazioni di categoria forse per timore della reazione dei cittadini, che respingono ogni prolungamento di orario'.
Pessimismo diffuso, dunque, e una frase che suona da avvertimento. 'Ricordiamo comunque - insiste il presidente di Confimprese - che una ulteriore desertificazione di esercizi e negozi del centro storico non rappresenterà di certo un vantaggio per i cittadini, che vedranno svalutato anche il loro patrimonio immobiliare. Attenzione dunque al rischio di fare dell' area più pregiata della città niente di più che un dormitorio, senza negozi di prossimità e pubblici esercizi!'.
Se le saracinesche del Comune continueranno a restare rigorosamente abbassate per loro, le associazioni di categoria si incontreranno di nuovo entro la prima settimana di luglio per mettere a punto i modi e i toni della loro protesta. Non sono escluse, anche se tutti si augurano di non arrivare a questo punto, anche eventuali azioni legali nei confronti di Palazzo dei Priori. Mentre alcuni altri esercenti minacciano di andarsene. Insomma, clima in ebollizione se non interverranno novità in questi prossimi giorni.