ANNO 16 n° 275
Il neo premier accelera,
al via le consultazioni
Incontro con i leader dei partiti
14/11/2011 - 11:35

MILANO - È iniziata presto la giornata per il presidente del Consiglio incaricato Mario Monti. Il futuro premier ha lasciato l'hotel Forum, in zona Prati a Roma, intorno alle 9 del mattino, senza rilasciare alcuna dichiarazione ai cronisti che lo attendevano nella prima giornata decisiva per la formazione del nuovo governo. Monti si è recato direttamente a Palazzo Giustiniani dove è giunto intorno alle 9.15 in attesa dell'avvio delle consultazioni con gli esponenti dei partiti politici per la definizione di squadra e programma del nuovo esecutivo.

SETTIMANA CRUCIALE - Inizia una settimana cruciale per capire se la pressione dei mercati sul debito pubblico italiano può rientrare a livelli sostenibili, dopo che l'allarme rosso sullo spread ha portato al rapidissimo varo della legge di stabilità e alle dimissioni di Berlusconi. Mario Monti lavora in fretta per mettere a punto la sua squadra di governo: i tempi sono strettissimi. Oggi incontrerà personalmente leader e rappresentanti di tutti i partiti che siedono in Parlamento per verificare le condizioni della nascita del nuovo governo e per parlare del programma. Tra le misure che il professore vorrebbe portare subito all' approvazione del Cdm ci sarebbero una patrimoniale, la reintroduzione dell'Ici e l'anticipo rispetto al 2026 dell' aumento dell'età pensionabile a 67 anni.

L'AGENDA - L'agenda degli incontri ricalca quella seguita dal presidente della Repubblica. In mattinata sono in calendario una decina di consultazioni con i gruppi più piccoli, nel pomeriggio l'incontro con Italia dei Valori, Terzo polo e Lega Nord. Domani mattina alle 9,30 sarà la volta del Pd e alle 11 del Pdl. Le prime consultazioni Monti le ha già effettuate nella serata di domenica: ha incontrato il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente del senato Renato Schifani. Accettando l'incarico dal presidente Napolitano, aveva assicurato di voler precedere con scrupolo e rapidità. I tempi sono stretti, ma il governo tecnico di emergenza non avrà il via libera del Parlamento «in fretta», come qualcuno si aspettava, allo scopo di limitare al massimo le tensioni sui mercati.

FINI: «FIDUCIA ENTRO VENERDÌ - «Si tratta di consultazioni serie, se tutto era già stato definito Monti poteva tranquillamente salire già oggi al Colle e presentare la lista dei ministri. Invece ci sono da sciogliere nodi di carattere politico e non solo la lista dei ministri, che è la cosa più facile», ha detto Gianfranco Fini intervistato da GR Parlamento. «Monti vuole anche sentire le parti sociali, il che mi sembra una cosa molto positiva - ha aggiunto il presidente della Camera -. La mia previsione è che il governo nascerà entro venerdì e riceverà la fiducia da entrambi i rami del Parlamento».

L'incontro di ieri è dovuto alla prassi ma Gianfranco Fini spiega di aver visto un Mario Monti «molto determinato e consapevole dell'importanza del ruolo che gli è stato assegnato dal Capo dello Stato, e consapevole della necessità di agire presto e bene». Ospite della trasmissione «Sessanta minuti», il presidente della Camera, ha rivelato solo che il presidente del Consiglio incaricato «ha ribadito quello che aveva detto davanti alle telecamere, e cioè che sono necessarie iniziative per rilanciare l'economia ma con equità, due parole magiche, ripresa e equità, che infatti sono riprese con evidenza oggi su tutti i giornali». Per la terza carica dello Stato, Monti è anche consapevole della necessità di «avere un collegamento con i gruppi parlamentari», anche se sa che «c'è contrarietà all'ingresso di politici del governo da parte di Pd e Pdl. Credo che agirà tenendo conto di questo».

«RAGIONARE PER IL FUTURO» - «Sono stato raggiunto al telefono da Letta al termine del colloquio tra Napolitano e Berlusconi - ha poi aggiunto Fini - devo dire che poteva limitarsi a dirmi delle dimissioni e invece mi ha passato Berlusconi, e mi ha detto che si è chiusa una fase e cerchiamo di ragionare per il prossimo futuro».

LA LEGGE ELETTORALE - Con le dimissioni di Berlusconi e l'incarico a Monti si apre una partita delicatissima, tutta da giocare. «Se si coglie l'occasione per mettere mano a riforme significative, il ruolo della politica ne sarà rilanciato», ha affermato Massimo D'Alema, sottolineando la necessità, accanto alle riforme economiche, di una nuova legge elettorale. Tema toccato anche da Gianfranco Fini: «Da gennaio il tema della legge elettorale torna ad essere centrale nel dibattito politico» visto che ci sarà la sentenza della Corte costituzionale sul quesito referendario. «E io - ha detto il presidente della Camera al Gr Parlamento - non credo che il governo, come Alice nel mondo delle meraviglie, possa essere del tutto distratto rispetto alla questione».

fonte: Corriere.it




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