

VITERBO - “Dovremmo imparare a vivere in pace e armonia gli uni con gli altri. Certo, se così fosse il tribunale non esisterebbe più - il Vescovo Monsignor Lino Fumagalli si ferma, guardando Il avvocati e i giudici presenti di fronte a lui - e vabbè! Troverete un altro lavoretto”. Con una scherzosa battuta, il Vescovo rompe il ghiaccio in una Corte d’Assise gremita di gente. Tutta lì per ricevere la benedizione di Natale. Davanti a lui, le più alte autorità politiche e militari della provincia: dal sindaco Leonardo Michelini al Questore Lorenzo Suraci. Dal comandante Giuseppe Palma al presidente del tribunale Maria Rosaria Covelli.
“Molti sono i significati del Natale - continua Monsignor Fumagalli - religiosi. Ma non solo. Natale è amore. Natale è condivisione. E una lezione di vita. Che ogni anno si rinnova. Una lezione che ci insegna a vivere in armonia con gli altri e con noi stessi. Per questo preghiamo”.
Tutti in piedi e mani congiunte. Una preghiera che riempie ancora di più l’aula di Corte d’Assise, abituata a vivere situazioni ben diverse.
Il Natale è arrivato anche in tribunale.
Poi il buffet. E un grazie speciale della presidente Covelli a Luigi Sini: “Grazie per gli splendidi addobbi, per l’albero che rallegra questo luogo e per i magnifici presepi esposti. Grazie e davvero, di cuore, buon Natale”.