


VITERBO – Il Museo della Ceramica della Tuscia entra ufficialmente nel circuito culturale internazionale grazie al prestito del celebre “Boccale con immagine del Pellegrino”, preziosa maiolica orvietana della prima metà del XIV secolo, destinata a essere esposta nella grande mostra internazionale “The Worlds of Bruges”, in programma dall’8 maggio al 6 settembre 2026 a Bruges, in Belgio.
L’esposizione sarà ospitata negli spazi del nuovo centro museale BRUSK di Musea Brugge e vedrà la partecipazione di importanti istituzioni culturali europee e internazionali. Il progetto, curato da un team di studiosi di livello mondiale tra cui il professor Peter Frankopan dell’Università di Oxford, racconterà il ruolo di Bruges come crocevia di scambi culturali, religiosi ed economici nel Medioevo.
Il manufatto proveniente dalle collezioni del museo viterbese sarà collocato nella sezione dedicata al “mondo cristiano”, con particolare attenzione al tema del pellegrinaggio e alle connessioni tra Europa, Mediterraneo e Oriente. Un’opera scelta non solo per il valore artistico, ma anche per la sua capacità di testimoniare le relazioni culturali e spirituali che hanno contribuito a costruire l’identità europea.

Il prestito rappresenta un importante riconoscimento internazionale per il Museo della Ceramica della Tuscia, gestito dalla Fondazione Carivit in collaborazione con il Comune di Viterbo.
“Non si tratta soltanto della partecipazione a una mostra di alto profilo – ha dichiarato il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti – ma dell’ingresso attivo in un circuito culturale europeo di eccellenza fondato sul dialogo tra istituzioni e sulla condivisione della conoscenza”.
Soddisfazione anche da parte del vicesindaco e assessore alla cultura Alfonso Antoniozzi, che sottolinea come il prestito rappresenti “il segno di una città che vuole parlare oltre le proprie mura attraverso il proprio patrimonio culturale”.
“La cultura – aggiunge Antoniozzi – non è una reliquia da custodire sotto vetro, ma un linguaggio che deve continuare a produrre senso e dialogo”.
A evidenziare il valore scientifico e culturale dell’operazione è anche la direttrice del museo Silvia Valentini: “Il boccale si inserisce perfettamente nel racconto della mobilità e degli scambi culturali medievali, dimostrando come le nostre collezioni possano contribuire a una narrazione globale della storia”.
Con questa collaborazione internazionale, il Museo della Ceramica della Tuscia consolida così il proprio ruolo di istituzione dinamica e aperta al confronto europeo, portando la storia e l’arte della Tuscia all’attenzione del pubblico internazionale.