

L’unico luogo che conserva i bozzetti delle Macchine di Santa Rosa e che, grazie ad un video, consente ai turisti di rendersi conto della straordinaria bellezza della festa del 3 settembre, dal 1 giugno chiude i battenti.
Si tratta del Museo del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa. Motivo: nessun fondo da parte del Comune, ciò significa, niente soldi per pagare la società che, da circa tre anni, gestisce il museo.
Un dimostrazione di forza da parte del Sodalizio che in tutti questi anni ha dato lustro alla città di Viterbo, non solo grazie al Trasporto della Macchina ma anche alle tante iniziative di beneficenza, le cene in piazza e non ultima, la candidatura a patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco.
Ma i problemi non finiscono qui, infatti, sul fronte “cene in piazza”, non sarebbero arrivate le autorizzazioni da parte del Comune per utilizzare gli spazi di piazza San Lorenzo e per la realizzazione delle tribune per assistere al trasporto della Macchina.
Una situazione delicata che, se non fosse risanata subito, andrebbe inevitabilmente a rompere quel filo che lega la tradizione del trasporto alla cittadinanza di Viterbo, alle autorità e agli stessi facchini.
“Evviva Santa Rosa, evviva i facchini di Santa Rosa”, un grido che di questo passo risuonerà solo il 3 settembre.