


VITERBO – A Viterbo c’è ormai un coro sempre più diffuso sull’operato dell’amministrazione Frontini “Si tagliano tanti nastri, ma dopo nessuno si preoccupa davvero di ciò che viene inaugurato”.
Ma quanto è vera questa storia? Noi di Viterbonews24, per provare a rispondere, abbiamo preso in esame uno dei fronti più battuti dall’amministrazione: i parcheggi. Tanti interventi, tante inaugurazioni, un banco di prova perfetto per confermare o smentire questo “mito”.
(Parcheggio svincolo semianello)

Dal 2022 ad oggi sono stati molti i lavori effettuati sui parcheggi della città. Noi per rispondere a questa domanda ne abbiamo presi in considerazione 5, un campione sufficiente a darci una risposa:
(Parcheggio Carmine)

• Parcheggio sulla Teverina, nei pressi dello svincolo del Semianello.
• Parcheggio del Pilastro, all’inizio di viale Bruno Buozzi (ingresso da Tangenziale Ovest).
• Parcheggio del Carmine, via Vico Quinzano (inizio strada Ponte Sodo).
• Parcheggio adiacente al cimitero di Bagnaia (strada Pian del Cerro).
• Parcheggio in via del Campo Scolastico, quartiere Santa Barbara.
E cosa abbiamo trovato?
(Parcheggio semianello ingresso pedonale)

Carmine, Pilastro e Teverina, tutti inaugurati nell’ultimo anno, si presentano in ottime condizioni. Il problema, però, anche se all’apparenza nascosto, è la presenza di rifiuti sparsi, bottiglie abbandonate, cartacce. Non è incuria amministrativa, ma semplice maleducazione di chi quei parcheggi li usa tutti i giorni.
(immondizia parcheggio semianello)

Il Campo Scolastico invece è ancora un cantiere aperto: troppo presto per giudicare.
Tutt’altra storia è invece il parcheggio del cimitero di Bagnaia: tra quelli presi in esame, questo è stato il primo ad aver subito lavori, nel non troppo lontano 2023; quale sarà la situazione di oggi? Il parcheggio essendo sterrato ha la rampa d’accesso già segnata dall’acqua piovana, il verde è lasciato a se stesso, l’impressione generale è di abbandono.
(Ingresso parcheggio Bagnaia)

(erba alta parcheggio Bagnaia)

Arrivati a questo punto, la situazione appare chiara: l’amministrazione di opere ne fa! Eccome. Ma subito dopo entrano in gioco due fattori che, insieme, rischiano di vanificare il tutto.
In primis i cittadini, che trattano con incuria e inciviltà spazi nuovi di zecca. Il secondo è la macchina amministrativa stessa, che sembra incapace di garantire una manutenzione costante: e così, come a Bagnaia, dopo neanche tre anni ci si ritrova con erba alta e mini-canyon lungo strade bianche.
E allora, che senso ha continuare a tagliare nastri se non si riesce a garantire la cura di ciò che è già stato inaugurato?
La risposta è scomoda, ma semplice: la responsabilità non può essere solo dell’amministrazione. È anche, e soprattutto, dei cittadini. Perché una città più pulita e decorosa non nasce con un paio di forbici al momento del taglio del nastro, ma con la cura di chi ci vive ogni giorno.