ANNO 16 n° 273
“Il mio impegno
per una sanità migliore”
La donna costretta su una sedia
a rotelle per un intervento tardivo
19/06/2014 - 00:00

di Alessia Serangeli

MONTALTO DI CASTRO – Una diagnosi tardiva; le odissee da un ospedale ad un altro e, ancora, prognosi sbagliate. “Coliche renali” fu il responso dei medici che, dopo diciassette giorni di ricovero tra analisi, esami e controlli, la rispedirono a casa. “Sentivo che stavo morendo”. Tanto i dolori erano diventati lancinanti. Poi la trasferta a Siena, dove il personale sanitario accerta in maniera inequivocabile la sua vera, terribile patologia: “Cavernoma midollare”. Viene sottoposta ad un delicato intervento chirurgico che, tecnicamente riesce brillantemente, ma da cui si risveglierà paralizzata.

Questa è la storia di Daniela Scatolini, 44 anni di Montalto di Castro, madre di famiglia. Da otto costretta su una sedia a rotelle che, suo malgrado, è diventata la sua compagna di vita.

“Ma sono fortunata – dice – perché c’è anche chi non può più raccontarlo”. Daniela è una donna coraggio che, nonostante la disgrazia, si è rimboccata le maniche ed è andata avanti. Certo “i primi tempi sono stati duri, la mia vita è cambiata radicalmente da un giorno all’altro: dal 2006 – spiega – mi ritrovo su una carrozzina a causa di un intervento eseguito quando era ormai troppo tardi”. E, dopo la disperazione, lo sconforto e chissà quanti altri sentimenti legittimi e comprensibili dei primi tempi, ha deciso di farsi portavoce delle istanze dei malati. 'Ho aperto uno studio dove ricevo denunce e segnalazioni'. La sua è una vera e propria battaglia per “una sanità migliore”.

“Sulla mia scrivania – racconta Daniela - ci sono dozzine di storie simili alla mia”. Storie che gridano giustizia. “Troppi ritardi – aggiunge - troppo lunghi i tempi di attesa per un esame. Molte persone, per fare prima, sono costrette a recarsi a Terentola, ma ci sono anche gli anziani e c’è chi non può muoversi”. Disagi che, per Daniela, potrebbero essere risolti definitivamente con la realizzazione di un piccolo presidio socio-sanitario a Montalto, “che rappresenterebbe un grosso vantaggio anche per i paesi limitrofi”.

Daniela un progetto ce l’ha già e l’ha presentato, nero su bianco, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin il 20 maggio scorso, quanto era in visita nella cittadina tirrenica.

“C’è una struttura a Montalto che potrebbe ospitare strumenti diagnostici e dove, magari cinque giorni a settimana, i pazienti potrebbero essere ricevuti da specialisti di turno”.

Daniela ha presentato le sue idee in diversi sedi. “Nessuno mi ascolta. Tutti parlano di prevenzione per riempirsi la bocca ma, poi, all’atto pratico dov’è la prevenzione se per un esame elementare si devono aspettare mesi?”.

Il ministro Lorenzin, al termine dell’intervento di Daniela del 20 maggio, ha detto che avrebbe visionato il progetto. “Resto in attesa”, conclude Daniela. “E continuerò la mia battaglia per vedere riconosciuti i diritti dei malati”.






Facebook Twitter Rss