

VITERBO - ''Il lavoro prima di tutto'' questa è la richiesta forte che la Cgil continua a fare al Governo e per questo organizza una grande manifestazione nazionale il 20 ottobre a Piazza San Giovanni a Roma, dalle 10,30 alle 17,30. Da Viterbo partiranno pullman alle 8,30 da Via Saragat, sede della Cgil.
''Lo slogan della manifestazione non lascia interpretazioni sul motivo per cui è necessaria, ancora una volta portare al centro il problema del lavoro - commenta Miranda Perinelli, segretario generale Cgil Viterbo - , dire al Governo Monti che così non si può più andare avanti. I numeri pervenuti da uno studio della Cgil nazionale parlano chiaro, nei primi nove mesi del 2012 è aumentata la CIG del 8,9%, ore richieste sono 800 mila, i lavoratori coinvolti 1 milione che equivarrà a circa 6 mila euro di reddito in meno, che significherà anche meno entrate per tasse nelle casse dello stato per circa 3 miliardi di euro''.
''Le casse intergrazioni in deroga, dall’inizio 2012, aumentate del 7,64% - prosegue -, tenendo presente che per questo tipo di cig, c’è un vero punto interrogativo se verranno ancora pagate visto che è la Regione Lazio ad erogarle, e vista la condizione in cui si trova e che svolge soltanto attività normale amministrazione, forse mancherà anche questo tipo di sostegno per il futuro''.
''A Viterbo da inizio anno e fino a settembre abbiamo richiesto circa 200 indennità per mobilità in deroga, le prime sono state pagate ma per quelle successive si registra già un forte ritardo - aggiunge Perinelli -. Non stiamo certamente bene per quanto riguarda l’unico polo industriale della provincia che è il Distretto della Ceramica che permane una costante richiesta di CIG che interessa 2.500 lavoratori su 3.000 addetti''.
''Ma anche altre aziende numericamente importanti per il viterbese, come la Unopiù con 200 dipendenti in questi giorni ha chiesto la mobilità (licenziamenti) per 75 lavoratori ed altri in CIG - incalza ancora -. Numeri importanti in questi ultimi mesi sono anche quelli che si registrano nel lavoro diffuso, pulimento, manutenzione, mense legati a strutture pubbliche, che per effetto delle ultime manovre hanno perso il lavoro o ridotto le ore e quindi salario circa 200 persone''.
''Diciamo da troppo tempo, che questa politica di tagli e che costantemente impongono aumenti di tasse, è recessiva, deprime i consumi, blocca l’economia e di conseguenza anche il minor reddito dei lavoratori privati e pubblici e dei pensionati fa si che nelle casse dello Stato ci siano meno entrate, calcolato per il 2012 oltre 3 miliardi in meno - conclude Perinelli -. L’unica soluzione è finanziare la crescita, che può dare occupazione, avere un Piano Industriale per il Paese, finanziare l’innovazione tecnologica, il risparmio energetico per le aziende per essere competitive, non certo può essere risolutivo come fino ad ora ha proceduto il Governo Monti, c’è adesso, bisogno di discontinuità rispetto a quanto fino ad ora deciso, o saremo condannati al declino''.