

Oggi è il giorno della verità per il governo Letta: il premier chiederà la fiducia stamani in Senato e nel pomeriggio alla Camera. Berlusconi preme per la sfiducia, ma Alfano non ci sta ed il Pdl si spacca. Ieri il rifiuto delle dimissioni dei ministri da parte di Letta.
E dopo la mezzanotte a Palazzo Grazioli si è tenuto un breve incontro tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano. Al termine del colloquio, riferiscono fonti presenti, le posizioni dei due sono rimaste invariate con il segretario del Pdl pronto a votare la fiducia al governo Letta e il Cavaliere intenzionato a sfiduciarlo. Berlusconi e' rimasto poi con alcuni dirigenti del partito, come Denis Verdini e Niccolo' Ghedini. E' ha contattato numerosi senatori del Pdl per cercare di verificarne l'orientamento.
Giovanardi; 'Fiducia da 40 parlamentari' - I deputati e senatori che voteranno la fiducia al governo Letta sono circa 40 ''basta vedere le loro dichiarazioni pubbliche''. Lo afferma Carlo Giovanardi entrando in Senato, che precisa: 'Berlusconi sarà presente al dibattito in Parlamento sulla fiducia. E' auspicabile che ci sia e dica le sue ragioni''.
Ma Berlusconi non ci sta: 'Una alleanza tra Pd e transfughi Pdl - sarebbe 'talmente indecorosa e avvilente che si scontrerebbe con una ripulsa popolare'. Così Silvio Berlusconi, intervistato da 'Panorama'. E aggiunge che Napolitano 'non darebbe mai l'avallo a un simile esperimento'. Quanto ad una alleanza Pd-M5S, il Cavaliere la definisce 'impossibile'. Nell'intervista con 'Panorama', Silvio Berlusconi analizza i due possibili scenari che potrebbero aprirsi alla politica: una coalizione tra Pd e Movimento 5 stelle, oppure un governo a guida Pd con fuoriusciti del Pdl, magari con l'appoggio dei senatori a vita. 'La prima ipotesi è negata a priori da Beppe Grillo - dice Berlusconi - e sarebbe un tradimento del programma di Cinque Stelle. La reputo impossibile. La seconda è talmente indecorosa e avvilente che si scontrerebbe con una ripulsa popolare. Non sarebbe una maggioranza, ma un espediente numerico. Il presidente Giorgio Napolitano non darebbe mai l'avallo a un simile esperimento. Nel recente passato si è dimostrato impossibile governare con numeri risicati'.
ansa.it