


VITERBO - Preparare i giovani al mondo del lavoro dotandoli di competenze pratiche, tecnologiche e subito spendibili. È questo l’obiettivo del nuovo modello 4+2 dell’istruzione tecnica, protagonista della conferenza che si è svolta il 28 maggio presso l’Auditorium di Unindustria a Viterbo, promossa dalla Fondazione ITS Academy Agroalimentare con il supporto della Camera di Commercio Rieti-Viterbo.
Tra i relatori, anche Eugenio Stelliferi, presidente della Fondazione, che abbiamo intervistato per comprendere a fondo il significato e le potenzialità di questo nuovo approccio formativo.

Presidente Stelliferi, il modello 4+2 rappresenta una svolta per il sistema educativo italiano. Qual è, secondo lei, il valore aggiunto specifico per il settore agroalimentare?
«Questo modello è sicuramente qualcosa di straordinario, perché consente ai ragazzi di acquisire non solo competenze teoriche, ma anche pratiche. Estendendo il percorso formativo a sei anni, quindi quattro più due, si aumenta il contatto diretto con il mondo imprenditoriale. Il risultato? Tecnici qualificati, pronti per essere inseriti in azienda con competenze reali e aggiornate».
Uno dei temi più rilevanti è quello dell’occupabilità. Quali risultati avete ottenuto finora e come il nuovo assetto può migliorarli?
«Attualmente l’80% dei ragazzi in uscita dai percorsi ITS trova subito lavoro. Con il modello 4+2, siamo convinti che questa percentuale potrà crescere ancora perché risponde perfettamente alle esigenze delle imprese: dare ai giovani esattamente ciò di cui le aziende hanno bisogno».
La collaborazione con la Camera di Commercio è diventata centrale. Che impatto avrà sul percorso degli studenti?
«Importantissimo. La Camera è diventata socia della nostra Fondazione e ha messo intorno a un tavolo tutte le imprese associate per mostrare loro che gli ITS rappresentano una grande opportunità. Un esempio concreto è il nuovo corso “Safe Manager”, dedicato alla produzione e commercializzazione nel settore agroalimentare. Nel nostro territorio, fatto di microimprese, formare professionisti in grado di affrontare problemi reali sarà un valore aggiunto per l’intero comparto. Parliamo di crescita economica concreta e misurabile».
Che augurio vuole rivolgere agli studenti che stanno affrontando o affronteranno il percorso 4+2?
«Un augurio sincero, perché tutto ciò che facciamo è per loro. Io li definisco gli “azionisti di riferimento”: istituzioni, scuola, imprese, territorio lavorano per creare opportunità concrete. Se vogliamo davvero fermare la fuga dei cervelli, dobbiamo offrire ai nostri giovani gli strumenti giusti per restare, lavorare e far crescere il nostro territorio. Questo è il nostro impegno quotidiano».