

di Nicola Savino
VITERBO - Luca Bruschi vive a Fidenza (Parma), ha studiato Conservazione dei Beni culturali e lavora presso l'European cultural routes and sustainable tourism, quindi si occupa di turismo sostenibile e di cammini culturali. Fra i quali, come Viterbopost va sostenendo da tempo, rientra a pieno titolo anche la Via Francigena che solo adesso e con grande fatica viene percepita qui da noi come fonte di sviluppo turistico. A proposito, il neonato Distretto turistico dell'Etruria meridionale (attraversato in tutta la sua lunghezza dalla strada dei pellegrini) potrebbe inserire anche un qualche discorso relativo alla Francigena, a supporto del comune denominatore, cioè i progenitori etruschi. Oltre a lavorarci, Luca Bruschi dal 2005 trascorre le sue vacanze estive percorrendo (naturalmente a piedi) i cammini: verso Santiago de Compostela, sulla Via Francigena, sulla via Podense, lungo il cammino di Stevenson e la Via Tolosana, l'itinerario portoghese. ''La meta non è mai stata troppo importante - sostiene convinto - per i miei viaggi slow, al ritmo di 4 km all’ora, l’importante è sempre stato il contatto con la strada, con i sentieri, con le culture e le tradizioni locali. Amo perdermi su queste vie, amo rinascere su questi cammini''.