ANNO 16 n° 270
''Il divieto del cellulare in classe č fuori dalla storia''
Mentre le scuole si stanno adeguando alla circolazione ministeriale, c'č anche qualche docente che solleva perplessitā
18/09/2025 - 07:25

VITERBO - Il ritorno a scuola per 35.872 gli studenti della Tuscia quest'anno è stato segnato dalla novità del divieto dell'uso dei cellulari.

Gli istituti superiori della provincia si stanno organizzando per dare seguito alla circolare del ministero dell’Istruzione e del Merito del 16 giugno scorso che ha disposto il divieto di utilizzo di smartphone e smartwatch per tutta la durata della permanenza a scuola.

Il Buratti già dallo scorso fine settimana ha pubblicato una comunicazione nella quale ricorda che ''i cellulari e gli smartwatch devono essere spenti e riposti negli zaini prima dell’ingresso negli edifici scolastici''. Il liceo specifica che ''la comunicazione con le famiglie, per qualsiasi urgenza, è sempre garantita attraverso il telefono della scuola'' e che dal divieto posso derogare ''in caso di particolari situazioni didattiche''.

''Le contravvenzioni alle prescrizioni e ai divieti indicati  sono sanzionate - prosegue la comunicazione del Buratti - secondo quanto previsto dal regolamento di istituto vigente, in modo commisurato alla infrazione compiuta o alla eventuale reiterazione, dagli organi competenti, secondo i principi della gradualità della sanzione e della proporzionalità alla gravità dell’accaduto''.

Riporta, invece, integralmente la comunicazione ministeriale la home dell'Istituto Santa Rosa. 

Per molti docenti d'accordo con la misura, c'è anche chi la ritiene non applicabile come L. O., insegnante di un istituto di Civita Castellana, contraria al divieto.

''Il cellulare - dice - può essere una fonte di distrazione ma la circolazione non può uscire fuori dalla storia. Nel nostro tempo, infatti, il telefonino è uno strumento imprescindibile. Su quello strumento gira la vita di tutti noi, la famiglia, il lavoro, il tempo libero. E' uno mezzo di cui non si può più fare a meno. E' ovvio che l'uso a scuola da parte dei ragazzi va controllato e gestito ma vietarlo è quasi come togliere le lampade a led per tornare alle candele''. 

 

 






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