

Civita Castellana - Nel primo trimestre di quest’anno le esportazioni dei poli tecnologici laziali sono cresciute del 13,7% (variazione tendenziale a prezzi correnti), confermando il trend positivo già emerso nella seconda metà del 2021. Sia il polo farmaceutico che il polo ICT hanno registrato una crescita a due cifre mentre ha visto una contrazione dell’export il polo aerospaziale dopo un brillante 2021.
Nonostante il contesto difficile, tra costi energetici in aumento, difficoltà di reperimento di materie prime (tra cui l’argilla), e problemi nella logistica, il distretto della Ceramica di Civita Castellana, che già aveva recuperato i livelli pre-pandemici di export a fine 2021, ha continuato a crescere anche nel primo trimestre del 2022 (+24,6% tendenziale). L’incremento è solo in parte giustificato dalla dinamica inflattiva: i prezzi alla produzione sui mercati esteri, per gli articoli sanitari in ceramica, sono cresciuti nel primo trimestre del 2022 meno dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2021.
Piuttosto, sono state qualità e innovazione che hanno trainato la crescita delle esportazioni distrettuali sui mercati esteri, dove la ceramica italiana da prodotto per l’edilizia si è trasformato in un elemento di design simbolo del Made in Italy. Tra i mercati di sbocco, sono soprattutto le destinazioni europee a crescere a due cifre, in particolare Paesi Bassi, Germania, Francia, Belgio, Polonia e Spagna, con incrementi che riescono a compensare i cali verso Regno Unito e Stati Uniti. Sull’industria della ceramica, tra le più energivore, pesano le incognite sull’evoluzione dei costi dell’elettricità e del gas naturale, le variazioni nella disciplina degli ETS (Emission Trade System, il sistema voluto dalla Commissione Europea per raggiungere gli obiettivi di riduzione di CO2) e la necessità di diversificare i mercati di approvvigionamento: l’Ucraina è tra i principali produttori non solo di argilla di elevata qualità, ma anche di caolino e feldspato, materie prime fondamentali per gli impasti ceramici.