ANNO 16 n° 266
Il discorso del comandante provinciale Dell'Agnello
Celebrazioni 197° anniversario fondazione dell'Arma dei Carabinieri
07/06/2011 - 14:22

Riportiamo il discorso pronunciato dal comandante provinciale dei carabinieri Gianluca Dell'Agnello durante le celebrazione per il 197 Annuale della Fondazione dell'Arma:

Autorità, esponenti del mondo dell’economia, del lavoro, della cultura e dell’informazione, Vi ringrazio calorosamente per averci onorato della Vostra ambita presenza nella ricorrenza più significativa per l’Arma dei Carabinieri.

Desidero manifestare i miei più grati sentimenti al Prefetto di Viterbo, instancabile nella sua attività di coordinamento e sostegno, sempre attento al nostro operato e sensibile alle nostre esigenze. Grazie, signor Prefetto.

Saluto le Autorità Politiche, il Sindaco di Viterbo, il Presidente della Provincia e tutti i Sindaci intervenuti numerosi a testimoniare il profondo vincolo che lega l’Arma a questo meraviglioso territorio.

Un saluto più che mai grato al Presidente del Tribunale, al Procuratore della Repubblica e ai Magistrati inquirenti e giudicanti. I Carabinieri della Tuscia, servitori della Giustizia e della Legalità, vi rinnovano oggi l’impegno di leale collaborazione.

Un cordiale saluto ai Comandanti delle Forze Armate e ai vertici delle Forze dell’Ordine, con i quali intratteniamo intensi rapporti di collaborazione, improntati a reciproca stima. Un ringraziamento particolare rivolgo al Questore, al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza e ai rispettivi collaboratori, con i quali condividiamo il quotidiano impegno per conseguire obiettivi comuni.

Un commosso pensiero va ai “servitori dello Stato” – magistrati, appartenenti alle Forze di Polizia e alle Forze Armate – che hanno sacrificato la vita per un ideale supremo ed in particolare al Tenente Colonnello Cristiano Congiu, caduto recentemente in Afganistan per mano di criminali comuni. Anche l’Arma di Viterbo ha pianto i propri caduti ed ai loro familiari, qui presenti, rinnovo la mia ammirata solidarietà per la dignitosa compostezza con cui sostengono una sorte tanto ingiusta.

Saluto con affetto i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma ed i presidenti e i componenti delle 40 sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri, con i loro circa 4000 iscritti, le Benemerite e i volontari del Nucleo di Protezione Civile, la cui presenza conferma lo straordinario legame che unisce i Carabinieri in servizio e quelli a riposo.

Saluto e ringrazio i delegati della rappresentanza militare per il prezioso contributo offertomi in questi miei primi mesi di comando.

Un sentito ringraziamento ai gentili ospiti, intervenuti numerosi a testimoniare il loro affetto e la loro stima all’Arma dei Carabinieri in occasione del 197° Annuale della Sua Fondazione, che quest’anno cade in concomitanza con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia!

La ricorrenza mi offre un prezioso spunto per sottolineare come la storia dei Carabinieri sia intimamente connessa a quella dell’Italia risorgimentale ed il ruolo di primo piano che l’Istituzione ha avuto nel lungo e sofferto processo di unificazione nazionale. L’Arma ha partecipato attivamente, nella sua veste militare, a tutte le guerre di indipendenza, distinguendosi per il valore dimostrato sul campo, come testimonia la prima Medaglia d’Argento al Valor Militare tributata alla nostra Bandiera per l’eroica carica di Pastrengo del 30 aprile 1848.

Sempre in questo periodo storico, l’Arma ha assunto progressivamente il suo tipico assetto territoriale, quella sua peculiare caratteristica che ancora oggi la connota e la rende unica: la capillare, diffusa presenza sul territorio. Mano a mano che nuovi territori venivano annessi, vi si istituivano infatti le Stazioni dei Carabinieri quale simbolo tangibile della presenza del nascente Stato unitario, punto di riferimento per le popolazioni e presidi della legalità.

Dopo quasi due secoli, oggi noi siamo qui a riaffermare l’orgoglio dell’appartenenza ad una Istituzione intimamente compenetrata nella storia Patria ed a rinnovare il nostro impegno d’onore per essere degni del retaggio tramandatoci ed all’altezza della missione di rafforzare tale patrimonio. Il nostro passato ed i propositi futuri sono simbolicamente rappresentati nel reparto dinanzi a Voi schierato: i Carabinieri in Grande Uniforme Storica testimoniano la radicata devozione ai valori tradizionali dell’Arma; il caratteristico pennacchio bicolore che sormonta la lucerna ha un suo particolare significato: il rosso simboleggia il coraggio e il sacrificio; il turchino, il valore e la fedeltà, punto cardine che orienta il percorso e la vita del Carabiniere, come ben riassunto nel motto: NEI SECOLI FEDELE.

Seguono i Comandanti di Stazione, l’ossatura portante dell’Istituzione ed il punto di riferimento insostituibile per la cittadinanza, che con il loro diuturno impegno e silenzioso operare garantiscono la tutela della legalità in tutto il territorio Nazionale, dalle grandi metropoli fino ai più piccoli e remoti borghi.

Chiude lo schieramento la rappresentanza delle specializzazioni operanti nella provincia, che sintetizza l’odierno assetto dell’Arma nelle sue molteplici e complesse articolazioni; in esso vediamo i Carabinieri di Quartiere, che operano a diretto contatto con il singolo cittadino, anche e semplicemente per dispensare un consiglio o per rassicurarlo con la propria presenza; i Carabinieri del servizio navale, tutori della Legge sul mare e sulle acque interne; i Carabinieri della Polizia Militare, che svolgono la loro preziosa opera a favore dei reparti delle altre Forze Armate, in Patria e nelle missioni estere; i Carabinieri in tenuta da Ordine Pubblico, che assicurano, seguendo le direttive del Questore, il sereno e corretto svolgimento di eventi e manifestazioni; i Carabinieri specializzati nelle Analisi degli Stupefacenti e nelle Investigazioni Scientifiche che, grazie alla loro elevata professionalità, garantiscono il supporto indispensabile alla buona riuscita delle indagini di Polizia Giudiziaria.

Ricordo infine la presenza nella Tuscia del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità e del Nucleo Ispettorato del Lavoro che, pur dipendendo da altra linea ordinativa, operano nei settori di pertinenza in piena sinergia con i Reparti territoriali.

In sintesi, l’Arma è oggi una organizzazione straordinariamente articolata e complessa, saldamente ancorata alla sua storia a ai suoi valori tradizionali, ma costantemente proiettata nel futuro, pronta a raccogliere e a fronteggiare nuove sfide, portate da forme di criminalità sempre più diversificate ed aggressive.

Ed è in questa giornata di festa, che non vuole essere solo un evento rievocativo, che desidero stilare un bilancio del lavoro svolto con dedizione e senso del dovere dai Carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo nell’anno 2010:

- 11.177 le richieste di intervento pervenute al numero di emergenza “112” e gestite dalle nostre 5 centrali operative, motore e supporto dell’intero dispositivo di prevenzione operante sul territorio;

- 45.843 i servizi di pattugliamento e perlustrazione assicurati dai 5 Nuclei Radiomobili e dalle 57 stazioni disseminate nell’intera Provincia; particolarmente forte e determinato è tuttora l’impegno nel controllo del territorio e delle sue principali vie di comunicazione attuato mediante articolati dispositivi, principalmente nelle ore serali e notturne, per prevenire e contrastare i cosiddetti “reati predatori”, che tanto allarme destano in seno alla collettività;

- 8.768 i reati perseguiti, con 2.236 persone denunciate in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria;

- 764 gli arresti eseguiti, di cui 631 in flagranza di reato e 133 su ordine della Magistratura.

Grande attenzione è stata riposta soprattutto nel perseguire quei comportamenti illeciti suscettibili di mettere a repentaglio l’integrità dei nostri giovani; mi riferisco, in particolare, all’attività nel settore “antidroga”, che ha consentito, nel corso di 774 perquisizioni, di arrestare 86 soggetti, di denunciarne altri 122 in stato di libertà e di sequestrare oltre 18 chilogrammi di sostanze stupefacenti di vario tipo.

Parimenti incisiva è stata l’azione diretta a limitare gli effetti del cosiddetto fenomeno delle “Stragi del sabato sera”; nel corso dei molteplici controlli sono stati denunciate 262 persone per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ed alcoliche, con conseguente ritiro della patente di guida.

Abbiamo infine aperto le nostre caserme a numerose scolaresche in visita e organizzato incontri con gli studenti delle scuole medie superiori ed inferiori, nell’ambito di un importante progetto fortemente voluto dalle Autorità Centrali per favorire la formazione e la diffusione della “cultura della legalità” tra le giovani generazioni.

Il lavoro, proficuo e copioso, sinora svolto, non deve però indurci ad autocompiacimento, bensì costituire per noi motivo di orgoglio e di intima soddisfazione da cui trarre rinnovato slancio ed entusiasmo per conseguire risultati sempre all’altezza delle aspettative che la cittadinanza ripone nella nostra Istituzione.

Carabinieri della Provincia di Viterbo!

Al doveroso riconoscimento della capacità e dell’abnegazione di cui sinora avete dato prova unisco il sincero ringraziamento per avermi fedelmente sostenuto in questi miei primi otto mesi di comando, ma anche l’esortazione a perseverare nel vostro concreto e diuturno impegno e a fare sì che i cittadini avvertano, nel nostro modo di proporci, il desiderio di servire sempre al meglio la collettività. E’ questa la missione che oggi, pubblicamente, vi affido per il futuro, perché rispecchia il mio profondo convincimento che non esiste per il Carabiniere gratificazione più ambita della fiducia, della stima, della considerazione e dell’affetto che da sempre la Nazione ci accorda.

Viva l’Italia!

Viva l’Arma dei Carabinieri!

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