ANNO 16 n° 273
Il diario del pilota
Boccacci finalista
al premio Pieve
26/07/2013 - 04:00

VITERBO - Filiberto Boccacci di Viterbo ha solo venticinque anni, è stato chiamato a combattere la Prima guerra mondiale, e ricopre uno dei ruoli più pericolosi: è un pilota dell’aviazione e il suo compito è quello di partecipare ai combattimenti tra aerei a distanza ravvicinata, ruolo che gli sarà fatale nel 1918, quando perde la vita durante un volo di prova.

Fa parte di una truppa mobilitata in zona di operazioni, e per questo motivo gli è concesso scrivere delle lettere grazie al servizio di posta militare. Da questi fogli che custodiscono la vita del pilota nascerà poi un diario ‘’Scoppi interrotti’’ – epistolario 1913-1918. Un diario che, a oltre novant’anni di distanza, è stato selezionato per la 29esima edizione del concorso per scritture autobiografiche del Premio Pieve-Saverino Tutino, che si svolgerà a settembre a Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo.

Filiberto scrive continuamente a casa per chiedere soldi perché vuole godersi la vita. Nel 1913 viene mandato a Genova a fare il servizio militare in fanteria e per niente spaventato dai venti di guerra, che cominciano a soffiare continua lì la carriera: 'Occorre mamma che vi mettiate in testa che ho 23 anni e debbo vivere da me'. Diventerà pilota in aeronautica, ma resterà vittima di un tragico incidente in un volo di prova. Si legge in un rapporto dell'epoca: 'Ad un tratto da terra si percepì nettamente che il motore dava degli scoppi irregolari' e attribuisce lo schianto a un errore del pilota.

Tra gli otto finalisti del premio c’è un altro viterbese. Francesco Sartori, che ha riportato sulla carta i primi cinque anni di vita del figlio.

Il vincitore del premio sarà reso noto il 15 settembre.

 






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