ANNO 16 n° 272
Il corpo di Simoncelli in Italia Funerali previsti per giovedì a Coriano
25/10/2011 - 11:03

È atterrato all'aeroporto di Fiumicino l'aereo della Malaysia Airlines con a bordo la salma di Marco Simoncelli, il pilota 24enne deceduto domenica scorsa durante il Gran premio della Malesia a Sepang a seguito del terribile incidente che ha coinvolto anche l'americano Colin Edwards e Valentino Rossi. Il volo, proveniente da Kuala Lumpur, è arrivato all'aeroporto Leonardo da Vinci alle 6.10.

Appena sbarcati dall'aereo, il padre di Marco Simoncelli, Paolo, visibilmente provato dal dolore, in lacrime, e la fidanzata del pilota, Kate, sono stati accolti dal presidente del Coni, Gianni Petrucci. Assistiti costantemente dal dirigente della quinta zona della Polaria e da uomini della Guardia di finanza, Paolo Simoncelli e Kate si sono trasferiti nell'area della cargo city, da dove è stata fatta uscire la salma del pilota.

A quanto sembra, la magistratura italiana non emetterà provvedimenti di sequestro, quindi il corpo del pilota partirà direttamente per Coriano, in Romagna, dove da martedì pomeriggio sarà allestita la camera ardente per i famigliari e da mercoledì per il pubblico. Giovedì i funerali.

L'OMAGGIO - Un centinaio di operatori aeroportuali ha tributato sottobordo del 777 della Malaysia Airlines un lungo e sentito applauso al feretro di Marco Simoncelli, dopo che era stato fatto uscire dalla stiva del velivolo. Poi, molti di loro, uno alla volta, si sono avvicinati al feretro, toccandolo e facendosi il segno della croce. Oltre alla piccola folla di operatori aeroportuali, al trasferimento della salma hanno voluto assistere direttamente dal tunnel sopraelevato di uscita dall'aereo anche alcune decine di passeggeri dello stesso Boeing arrivato dalla Malesia, sostando alcuni minuti e guardando così la scena dall'alto.

VALENTINO - Tra i passeggeri sbarcati anche Valentino Rossi: «Marco era un grande e non lo dimenticherò mai. Stavamo insieme quasi tutti i giorni perché ci allenavamo sempre insieme, andavamo in palestra e poi giravamo con qualsiasi cosa avesse un motore. Questi sono i miei ricordi più belli», ha detto appena sbarcato all'aeroporto di Fiumicino, ricordando il suo amico e collega. Apparso piuttosto tranquillo, Rossi, cappello nero con visiera, felpa dello stesso colore e tuta da ginnastica grigia, alla domanda se fosse vero che avrebbe smesso di correre ha risposto: «Non l'ho mai detto, probabilmente è stata una dichiarazione fatta soltanto per vendere i giornali».

IL PADRE - Non è invece riuscito a trattenere le lacrime il Paolo Simoncelli, il papà di Marco. «Mio figlio era sempre disponibile con tutti, cercherò di essere anch'io così, vi bacio tutti», ha detto piangendo prima di salire in macchina alla volta di Coriano, il paese romagnolo da cui proviene la famiglia.

(Corriere.it)






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