


VITERBO – Ventitré interventi nel giro di pochi giorni, per un importo complessivo di circa 9 milioni e 300 mila euro. Sono i numeri dell’emergenza maltempo che ha colpito il territorio provinciale, mettendo a dura prova strade e centri abitati e testando la capacità di risposta della macchina amministrativa.

Frane, smottamenti e carreggiate invase da detriti hanno interessato diverse arterie, dalla SP10 – riaperta in tempi rapidi – alla SP63 nel territorio di Corchiano, fino alle criticità registrate tra Celleno, Roccalvecce, Sant’Angelo e Sipicciano, dove alcuni movimenti franosi hanno lambito le abitazioni. Un quadro complesso, fotografato in un dossier tecnico presentato in consiglio provinciale.
Nonostante la portata degli eventi, la risposta è stata immediata. Tecnici e ditte sono intervenuti anche nelle ore notturne per garantire la messa in sicurezza e la riapertura delle strade. A farlo presente, il consigliere Maurizio Palozzi, spiegando che “salvo due o tre casi ancora in via di definizione, la maggior parte degli interventi si sono conclusi nell’arco della stessa giornata, consentendo il ripristino della viabilità”.
Un impegno che, però, ha avuto un peso economico non trascurabile. “Se la coperta è questa e l’abbiamo usata ora, al prossimo evento rischiamo di scoprirci”, aggiunge Palozzi, motivando la scelta di richiedere lo stato di calamità naturale alla Regione Lazio, così da ottenere risorse straordinarie.
Il consigliere Francesco Ciarlanti ha invitato i Comuni della Provincia a segnalare puntualmente tutte le criticità emerse durante il maltempo, mentre il presidente Alessandro Romoli ha annunciato l’introduzione sistematica dello sbanchinamento negli appalti in corso, cosi da dare maggiore vita alle strade provinciali dove possibile.
L’emergenza, insomma, è stata affrontata con tempestività. Ora la partita si sposta sul piano delle risorse, per trasformare gli interventi urgenti in un programma strutturale di messa in sicurezza del territorio.