


Viterbo - “Il problema non risiede negli aumenti della Tari e degli altri servizi ma nell’impossibilità del consumatore di provvedere al pagamento. Il vero problema sta nella perdita del potere d’acquisto. Con i continui rincari il cittadino si indebiterà sempre di più. Per Confconsumatori la soluzione consiste nel ripristinare la scala mobile per un giusto equilibrio percentualistico in base al caro vita, eliminando gli ammortizzatori sociali”.
Secondo Confconsumatori Viterbo l’aumento dei prezzi non è un problema se applicato nel breve periodo ma, in questo momento, il consumatore che ha perso il potere d’acquisto non è più in grado di sopperire con il proprio salario. Inoltre, il presidente Nobili aggiunge come questa situazione non appartieni più neanche alla politica.
La scala mobile fu introdotta in Italia con un accordo tra la Confederazione generale dell’industria italiana e la Cgil nel 1945 e venne soppressa con la firma del protocollo triangolare di intesa tra il Governo Amato I e le parti sociali nel 1992.
“I 200/300 euro in aggiunta nella tasca del cittadino non bastano più, per risolvere il problema del potere d’acquisto serve un incentivo legittimo che possa indicizzare automaticamente i salari in funzione degli aumenti dei prezzi. Le aziende potrebbero anticipare i soldi che decurtano sulle tasse o i contributi che debbono allo Stato e si torna ad un sostanziale equilibrio”, conclude il presidente Nobili.