ANNO 16 n° 77
Il Comune di Viterbo vince la causa con Ater, negato il rimborso da oltre 440mila euro
Il Consiglio di Stato conferma la prescrizione del credito e le irregolaritą nei calcoli alla base dello stop al pagamento
18/03/2026 - 10:32

VITERBO - Dopo tanti anni, la lunga contesa tra l’Ater e il comune di Viterbo si conclude con la vittoria di quest’ultimo, con il Consiglio di Stato che ha negato il maxirimborso di oltre 440mila euro, richiesto dall’Ater per un rimborso riguardante dei terreni nell’aerea Peep della Quercia.

La vicenda risale alla metà degli anni Settanta, all’epoca, lo Iacp, (Al tempo c’era lo Iacp, l’Ater ancora non esisteva), si occupò dell’esproprio di circa 6.300 metri quadrati di terreni privati per conto del Comune, destinati alla realizzazione di 14 alloggi popolari, anticipando le risorse necessarie. Tre anni più tardi, nel 1975, una convenzione stabilì che parte delle aree sarebbe stata trasferita al Comune, con la conseguente richiesta di rimborso.

Molto tempo dopo, nel 2018, un dirigente comunale avviò l’iter per riconoscere la somma all’Ater. Tuttavia, l’amministrazione successiva rilevò alcune criticità nel provvedimento, procedendo nel 2019 al suo annullamento in autotutela. Tra le motivazioni, l’intervenuta prescrizione del credito e una quantificazione ritenuta non corretta rispetto alla reale estensione delle aree retrocesse.

Assistito dall’avvocato Andrea Genova, il Comune ha quindi ottenuto prima una sentenza favorevole dal Tar del Lazio e ora la conferma definitiva da parte del Consiglio di Stato.

In sostanza, i giudici hanno escluso l’obbligo per il Comune di corrispondere la somma richiesta, evidenziando l’assenza di un nesso chiaro tra i costi sostenuti per gli espropri e la superficie effettivamente rimasta all’ente, risultata superiore rispetto a quanto inizialmente previsto.

L’Ater è stata inoltre condannata al pagamento delle spese legali, pari a 5mila euro, oltre a imposte e oneri di legge.

Avvalendosi della consulenza dell’avvocato Andrea Genova, palazzo dei Priori ha prima vinto il ricorso davanti al Tar del Lazio e adesso, la definitiva sentenza, con la vittoria pure al Consiglio di Stato.

In sintesi, è stato stabilito come il comune non era obbligato a pagare la somma, dal momento che per i giudici non esiste un legame chiaro tra il costo degli espropri pagati all’epoca e l’estensione dell’area rimasta all’ente, in misura maggiore rispetto a quanto inizialmente previsto.

L’Ater è stata condannata a pagare le spese legali del giudizio a favore del comune di Viterbo, quantificate in 5mila euro, più le tasse e gli oneri di legge.






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