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Il Comune di Trino ritira l'autocandidatura ad ospitare il deposito unico nucleare
Il sindaco Daniele Pane: 'Ora si provveda all’allontanamento di tutto il materiale radioattivo stoccato nel nostro Comune'
14/03/2024 - 07:01
di Alessandra Sorge
VITERBO - Marcia indietro del comune di Trino sulla autocandidatura ad ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari. Proprio ieri, ad un giorno esatto dalla scadenza della proroga dei 60 giorni, è arrivata la revoca attraverso apposita delibera di giunta. Il sindaco di Trino, Daniele Pane, ha tenuto a precisare che tale scelta: 'Non è stata presa in seguito alle contestazioni e alle polemiche sorte negli ultimi mesi (forse riferendosi ai comitati spontanei nati per contrastare il progetto n.d.r.), quanto piuttosto ad una specifica richiesta di enti sovraordinati', tali da pregiudicare la risoluzione della problematica.
'Preso atto - si legge nella delibera - che diversi comuni della provincia di Vercelli e di Alessandria, i relativi presidenti provinciali e il presidente della regione Piemonte, nonché alcune associazioni ambientaliste, hanno evidenziato di non condividere alcun metodo previsto dalla vigente normativa per l'individuazione del sito idoneo alla realizzazione del parco tecnologico e del deposito unico nazionale tanto da opporsi alla realizzazione dell’opera, evidentemente non comprendendo le motivazioni di urgenza ed esigenza evidenziate nella deliberazione approvata da questa amministrazione in data 12 gennaio, si è deciso di ritirare la candidatura'.
Le motivazioni di urgenza a cui accenna il primo cittadino fanno riferimento al tentativo della stessa amministrazione di accelerare il processo di realizzazione del deposito sul territorio di Trino in considerazione del fatto che nel comune stesso e a Saluggia l'80 percento dei rifiuti radioattivi italiani è stoccato in depositi temporanei situati nei siti ex nucleari. Rifiuti che, secondo Pane, devono necessariamente essere messi in sicurezza.
Per questo motivo nella delibera viene fatta espressa richiesta alla regione Piemonte, alla provincia di Vercelli e ai comuni che si sono opposti alla candidatura, di farsi parte attiva nel provvedere all’allontanamento istantaneo di tutto il materiale catalogato come rifiuto radioattivo. Mentre al Governo, alle parti politiche, alle associazioni ambientaliste e a Sogin viene chiesto di 'farsi promotori di azioni concrete verso i 51 siti individuati al fine di realizzare quanto prima il deposito unico nazionale'
Una scelta forzata, pare di capire, dalla quale lo stesso sindaco prende le distanze tanto da sollecitare non solo la ferma volontà del Comune di perseguire l'obiettivo ma anche di imputare agli oppositori: 'La responsabilità di ogni conseguenza negativa che ne dovesse derivare, compresa quella di ritardare senza giustificato motivo la realizzazione di un’opera considerata strategica per la sicurezza del territorio'.
VITERBO - Marcia indietro del comune di Trino sull'autocandidatura ad ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari. Proprio ieri, ad un giorno esatto dalla scadenza della proroga dei 60 giorni, è arrivata la revoca attraverso apposita delibera di giunta. Il sindaco di Trino, Daniele Pane (Fratelli d'Italia), ha tenuto a precisare che tale scelta: 'Non è stata presa in seguito alle contestazioni e alle polemiche sorte negli ultimi mesi (forse riferendosi ai comitati spontanei nati per contrastare il progetto n.d.r.), quanto piuttosto ad una specifica richiesta di enti sovraordinati', tali da pregiudicare la risoluzione della problematica.
'Preso atto - si legge nella delibera - che diversi comuni della provincia di Vercelli e di Alessandria, i relativi presidenti provinciali e il presidente della regione Piemonte, nonché alcune associazioni ambientaliste, hanno evidenziato di non condividere alcun metodo previsto dalla vigente normativa per l'individuazione del sito idoneo alla realizzazione del parco tecnologico e del deposito unico nazionale tanto da opporsi alla realizzazione dell’opera, evidentemente non comprendendo le motivazioni di urgenza ed esigenza evidenziate nella deliberazione approvata da questa amministrazione in data 12 gennaio, si è deciso così di ritirare la candidatura'.
Le motivazioni di urgenza a cui accenna il primo cittadino fanno riferimento al tentativo della stessa amministrazione di accelerare il processo di realizzazione del deposito sul territorio di Trino in considerazione del fatto che nel comune stesso e a Saluggia l'80 percento dei rifiuti radioattivi italiani è stoccato in depositi temporanei situati nei siti ex nucleari. Rifiuti che, secondo Pane, ora andranno messi in sicurezza.
Per questo motivo nella delibera viene fatta espressa richiesta alla regione Piemonte, alla provincia di Vercelli e ai comuni che si sono opposti alla candidatura, di farsi parte attiva nel provvedere all’allontanamento istantaneo di tutto il materiale catalogato come rifiuto radioattivo. Mentre al Governo, alle parti politiche, alle associazioni ambientaliste e a Sogin viene chiesto di 'farsi promotori di azioni concrete verso i 51 siti individuati al fine di realizzare quanto prima il deposito unico nazionale'
Trema la Tuscia: dei 51 siti elencati, 21 ricadono nella provincia di Viterbo. La speranza del nostro territorio è riposta nel ricorso al Tar contro Sogin, presentato dalla Provincia e da alcuni Comuni e da associazioni ambientaliste, che sarà discusso il prossimo 24 aprile.