ANNO 16 n° 271
Il comitato contro il biodigestore scrive alla Regione: ''Sospendere l'iter''
Dopo la notizia che all'Acquarossa potrebbe sorgere anche una piattaforma per rifiuti pericolosi. E per il biometano altri 4 progetti nella Tuscia
27/07/2021 - 07:01

VITERBO - Sabato scorso tramite i propri legali il comitato ''No biodigestore all’Acquarossa'' ha inviato una lettera alla Regione Lazio per chiedere di sopendere l’iter autorizzatorio sul progetto di impianto per la produzione di biometano da rifiuti organici nell'area industriale sulla Teverina. Una iniziativa partita dopo che nei giorni scorsi si è appresa la notizia che in quella zona potrebbe sorgere anche una piattaforma per il trattamento di rifiuti, pericolosi e non. Nella Tuscia, inoltre, ci sarebbero in ballo altri quattro progetti per il biometano. Oltre al comitato per il no, anche la società del biodigestore all'Acquarossa ha scritto alla Regione, per chiedere dal canto suo la convocazione urgente della terza e ultima seduta della conferenza dei servizi.

Nell’istanza del comitato si legge che sono ''emerse informazioni, non conosciute alle varie Amministrazioni e/o soggetti partecipanti alla Conferenza, che potrebbero avere un rilevante impatto sulle valutazioni da esprimersi''. Alcune di queste ''nel corso della riunione tenutasi presso la Prefettura'' del 15 luglio. Si parla ''dell’avvio di ulteriori 4 (quattro) procedure di valutazione ambientale per impianti analoghi nella stessa Provincia di Viterbo''. Un'altra notizia riguarda invece ''il deposito in data 12 aprile 2021 di un’ulteriore istanza di Via (Valutazione impatto ambientale, ndr) per una 'Piattaforma di trattamento rifiuti' sempre ubicata in località Acquarossa''. Si tratta in questo caso del progetto sul quale una settimana fa la consigliera del Pd  Luisa Ciambella ha chiesto informazioni al sindaco. In particolare in merito a una lettera con la quale la Regione Lazio il 22 aprile ha comunicato a Palazzo dei Priori e ad altri enti l'esistenza di questo altro iter. Un progetto, ha risposto Arena, di cui il Comune in quel momento non sarebbe stato a conoscenza. E sulla qual il dirigente del settore Ambiente ha affermato che avrebbe svolto verifiche.

I legali del Comitato ''No biodigestore'' hanno chiesto alla Regione ''di sospendere il procedimento di Via per l'impianto per la produzione di biometano e quindi di concedere ai nostri assistiti e al pubblico un termine di almeno giorni 90 (tenuto conto del periodo estivo e di ferie) prima di fissare la data della terza conferenza dei servizi, al fine di poter legittimamente valutare tutta la documentazione inerente il progetto e quant’altro depositato presso la Regione, nonché al fine di poter elaborare osservazioni in merito, anche da parte dei nostri tecnici e ottenere le osservazioni e le note delle amministrazioni ed enti ancora oggi assenti ma che saranno sollecitati dai sottoscritti in tal senso; dare l’opportunità al pubblico di essere informato del progetto e delle conseguenze e ascoltare le loro richieste, dare la possibilità alla società proponente il progetto di confrontarsi con il pubblico e con i nostri rappresentati per i dubbi e le criticità sollevate al fine di assicurare ed eliminare ogni dubbio sul progetto''.

Di scopo opposto invece la lettera inviata il 20 luglio da chi vuole costruire il biodigestore, con cui si chiede ''al soggetto procedente Regione Lazio – area Via la urgente convocazione della suindicata terza conferenza dei servizi'', visto che ''alla data odierna sono trascorsi il termine ultimo per la convocazione della suddetta terza e ultima Conferenza dei servizi e il termine ultimo per le richieste di integrazione documentali e contenutistiche''. ''Non sussistono - si legge ancora - motivi plausibili, men che meno aspetti oggettivi che ostino all’iter procedurale a tal uopo necessario. Ciò posto, si è dell’avviso che i principi costituzionali della trasparenza e del buon andamento della pubblica amministrazione, con ogni ricaduta in termini di corretto operato, impongano una cortese vostra sollecita attivazione''. Una richiesta avanzata in precedenza altre due volte: il 6 luglio e il 16 luglio. Ma alla quale la Regione, almeno fino a ieri, non ha dato ancora riscontro.






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