

VITERBO - (An. Ar.) S’ode a destra un alito di dubbio. E anche di più. Perché le ultime notizie e gli ultimi risultati delle elezioni politiche e regionali complicano non poco le previsioni in vista del prossimo appuntamento elettorale di aprile. Quando si dovrà scegliere il sindaco di Viterbo. Inutile dire che il botto del Movimento Cinque stelle abbia delle responsabilità importante nelle paranoie pidielline (e non solo pidelline: ci sono in ballo anche Fratelli d’Italia e la Destra): quello di Grillo è numericamente il primo partito in città e bisognerà di sicuro farci i conti alle amministrative. Come se non bastasse, c’è sempre il centrosinistra ad agitarsi sullo sfondo. Intendiamoci, non che da quelle parti siano mai arrivati troppi pericoli per gli azzurri (da Meroi, a Gabbianelli al primo Marini il candidato avversario le ha sempre buscate, più o meno sonoramente), ma non si può mai sapere. E tra le primarie e la possibilità di una candidatura moderata – e stimata anche a destra – come quella di Leonardo Michelini, meglio cominciare a valutare tutti i rischi del caso.
Ciò premesso, ecco che dopo aver letto e assimilato i risultati definitivi delle urne, le eminenze grigie del centrodestra viterbese sono al lavoro per preparare una candidatura alle comunali forte, organizzata, che raccolga tutte le anime e le sigle dell’area e che possa giocarsi le sue chances con buone possibilità di mantenere la poltrona principale di palazzo dei Priori. Innanzitutto, occorrerà sciogliere il primo nodo, quello sul nome dell’aspirante sindaco. Nel senso: Giulio Marini si ricandida o no? Per il momento lui non ha fornito risposte ufficiali. L’impressione è che aspetti una proposta formale e condivisa da tutti: allora ci penserebbe seriamente e potrebbe rispondere in modo affermativo. Anche perché di altri soggetti della forza e della ''ecumenicità'' di Marini (seppure con i suoi limiti e con un po’ di logoramento) in giro se ne vedono francamente pochi. All’orizzonte neanche s’intravede una figura esterna, d’area, un Michelini in azzurro insomma, che possa raccogliere consensi e godere dei favori del pronostico.
Un altro discorso riguarda la formula della candidatura. Gli ultimi buoni risultati de La Destra e soprattutto di Fratelli d’Italia fanno pensare alla necessità di una federazione tra le forze a destra del Pdl. Una formula che consenta di presentarsi insieme agli elettori, ciascuno con il suo simbolo ma uniti sotto una sorta di ''patto per Viterbo'' che possa dragare consensi e indirizzarli tutti in una stessa direzione. Segnali in questo senso sono già arrivati sia da Scaramuccia (La Destra) sia da Mauro Rotelli (Fratelli d’Italia), che si sono sentiti per telefono già nelle ore immediatamente successive alle elezioni. E qualcuno, in queste ultime ore, vorrebbe rilanciare l’alleanza, proponendo oltretutto una lista civica creata dallo stesso candidato a primo cittadino: un partito del sindaco, insomma, che guidi la coalizione in prima fila.
Per mettere su un apparato del genere, naturalmente, bisognerà rimanere nei tempi (stretti) offerti dal calendario preelettorale. E soprattutto occorrerà mettere da parte i giochi di potere, i pesi e i contrappesi, le antipatie personali che da sempre convivono dentro e fuori dal Pdl. Già, perché presentarsi disuniti e litigiosi al cospetto dei viterbesi, coi tempi che corrono, sarebbe la cosa peggiore da fare.