ANNO 16 n° 275
Il centro che rischia di morire: dopo
Unicredit chiude anche Carpisa
Ma la Perą rilancia: ''Bisogna riqualificare le attivitą. Tutti i centri sono in crisi''
12/06/2017 - 06:33

VITERBO - Dopo il colosso Unicredit, anche Carpisa, saluta il corso di Viterbo chiudendo le sue porte. Mentre si vocifera che, al posto della banca, sarà aperto un supermercato, la preoccupazione cresce e Sonia Perà non smentisce: ''Non c'è ancora nulla di ufficiale. Bisogna valutare la metratura del locale per capire di quali autorizzazioni si ha bisogno''.

Dal traffico limitato alla crisi, i negozianti del centro storico non sembrano avere attimi di tregua e si rifiutano di parlare con la stampa. Via Saffi, come il corso, è diventata una strada di passaggio per i commercianti viterbesi nonostante i progetti urlati a gran voce fino a qualche mese fa.

Promesse di rilancio per una delle vie principali ormai abbandonate ai suoi cantieri incompiuti. E quando la notizia della riapertura dello storico bar Schenardi faceva sorridere, ci pensano gli altri marchi a far ripiombare la cittadinanza nel timore. Le attività commerciali non vivono neanche in quella zona che dovrebbe essere la più trafficata, ma che attualmente vede poco più che qualche turista.

Sembra preoccupata anche l'assessore allo sviluppo economico e alle attività produttive Sonia Perà che ammette: ''Purtroppo è una situazione che va avanti e non riguarda solo la nostra città ma molti centri storici. Nel prossimo futuro, i dati economici, ci parlano di altre chiusure. Ma noi andiamo avanti con i nostri progetti riguardo il piano commerciale e la tutela di alcuni mestieri''.

Poco da dichiarare riguardo la chiusura della banca che dipende da una politica nazionale, tanto invece, sui negozi: ''Il turismo è in crescita, dobbiamo solo tarare meglio le attività commerciali e proporre qualcosa che la gente, altrove, non trova. Bisogna riportare i cittadini al centro e offrirgli servizi primari: la situazione non si cambia in un giorno''.

E per farla ripartire occorrono i progetti: ''Con il finanziamento della regione Lazio - continua l'assessore - abbiamo organizzato dei cambiamenti dettati dal marketing per riportare attività tipiche come l'artigianato. Così da riportare la gente a viverci nel centro e riqualificare le attività che lo compongono''.






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