



CIVITA CASTELLANA - 'Il Carnevale 2027 si farà', lo ha detto a chiare lettere il sindaco Danilo Corazza durante il consiglio comunale di ieri pomeriggio in risposta alla mozione presentata dal consigliere Claudio Parroccini, con la quale l'esponente di Forza Italia chiedeva un aumento del contributo comunale verso la fondazione dagli attuali 50 ai 90mila euro. Ma andiamo con ordine. All'ordine del giorno erano due i punti in cui si prendeva in esame la questione del carnevale, la prima con la mozione dell'ex vicesindaco e la seconda per il suo commissariamento. Due atti distinti che sono poi conversi in un'unica discussione fiume.
Parroccini è partito dichiarando che l'intento della sua mozione non era quella di destinare i 90mila euro per pagare i debiti maturati dalla fondazione, ma per predisporre basi più solide per le edizioni future e ne ha spiegato i motivi: 'Nel corso degli anni - ha detto - il cambio di giro e le nuove direttive hanno comportato incrementi di costi soprattutto sotto l'aspetto della sicurezza e dell'assistenza sanitaria, costi che possiamo definire incomprimibili. Negli anni passati il Comune spendeva circa 90mila euro per organizzare il carnevale e alla fondazione è stato riconosciuto un contributo di soli 50mila euro. E' chiaro che i fondi si sono rivelati insufficienti, da qui la richiesta di aumento di capitale'.
Ma per la consigliera Angela De Masi il ragionamento non torna: 'Perché - chiede - questa iniziativa non è stata intrapresa quando c'eravate voi ad amministrare?'.
'Ci eravamo accorti - ha ribattuto Parroccini - che c'era una situazione deficitaria tanto che nell'ultima edizione si è provato ad aggiungere altre possibili entrate, tra le quali il pagamento delle maschere libere, i parcheggi e altre attività per incrementare entrate che tuttavia non è bastato. Il motivo per il quale non si è fatto in passato è perché si è tentato di fare del tutto per evitare un aumento del contributo comunale. Anche io mi sono interessato personalmente della cosa parlando con i fornitori per ridurre i preventivi, ma più di questo non si è riuscito a fare'.
Tirato inevitabilmente in ballo sulla questione debiti, l'ex sindaco Giampieri ha spiegato che: 'Non è esatto affermare che il contributo al Carnevale sia di solo 50mila euro perché negli anni sono arrivati anche fondi ministeriali e regionali che, sommati, davano piena sostenibilità alla manifestazione. Il problema è che per il 2025 sono stati imposti maggiori standard per la sicurezza e costi sanitari, tanto che alcune spese sono state inevitabilmente sottostimate; non averle adeguate in corso d'opera da parte della fondazione ha creato il primo disavanzo. C'è stato poi un indirizzo preciso da parte del ministero in cui è stato previsto l'autofinanziamento dei carnevali e quindi nella successiva edizione c'è stata un'ulteriore sottostima dei costi. E' stato questo il motivo per cui non si è potuto stanziare un ulteriore fondo per andare a coprire i deficit in modo pregresso'.
Detto ciò, la deliberazione a seguire che prevedeva il voto del consiglio al commissariamento (votata all'unanimità ad eccezione di Francesco Romito che ha richiesto lo scioglimento della fondazione), ha introdotto una riflessione da parte del sindaco Corazza sulle reali motivazioni che avrebbero condotto un tale disavanzo: 'Vorrei capire - ha detto rivolgendosi a Parroccini - se i costi che lei dice siano 'incomprimibili', dipendono dal fatto che siano pochi o perché l'organizzazione del carnevale non è stata all'altezza? Questa sua mozione sarebbe pure accettabile, ritengo tuttavia che sia il caso di aspettare l'esito del commissariamento e capire lo stato reale delle cose. Dobbiamo capire di quanti soldi abbiamo bisogno'. Parroccini decide di non ritirare la mozione e il consiglio la boccia.