

Dopo l'ultima manifestazione di alcuni sindacati a Viterbo, nella quale la questione della qualità della vita negli istituti penitenziari è stata nuovamente sollevata, Sinistra Ecologia e Libertà ha ravvisato la necessità di contribuire con un incontro pubblico, che si terrà il 2 novembre alle ore 17,30 alla Libreria del Teatro di Viterbo, ad accrescere il senso di responsabilità collettivo sul tema.
Saranno presenti oltre a Mauro Palma, membro del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura e dei trattamenti inumani e degradanti, tra gli Salvatore Zafarana, Claudio Mariani, Simonetta Brighi, Claudio Rispoli, Alessandro Pizzi, Sara Bauli, Manuel Anselmi, Enrico Mezzetti.
“La volontà di organizzare un evento di questo tipo – ricorda Umberto Cinalli coordinatore cittadino di SEL - nasce dalla consapevolezza che da un lato si corre il rischio di lasciare la questione in un ambito circoscritto e strumentale (il problema è solo il taglio dei fondi) dall'altro viene perpetuata la scelta di circoscrivere il dibattito in un ambito tecnico e non culturale. La città non è coinvolta né partecipe. La tesi che vorremmo condividere con i partecipanti, con le molte e opportune considerazioni e critiche, è che questo approccio sia limitante e controproducente e che, invece, molto è possibile fare con il coinvolgimento delle risorse sociali, civiche e istituzionali locali. Per questo abbiamo utilizzato la parafrasi 'Il carcere come immagine della convivenza civile': il modo in cui consideriamo questo aspetto racconta molto dello stato culturale e civico di una comunità”.
In una sua recente intervista Mauro Palma ha dichiarato: ''Penso che il problema della giustizia non debba essere ristretto agli addetti ai lavori. È un problema che riguarda la società nel suo complesso, è una spia del nostro livello di democrazia. Per questo dobbiamo cercare di sensibilizzare i non-operatori, quell’insieme sociale che invece oggi sembra delegare ai tecnici le proprie contraddizioni, come il problema di quali debbano essere i ruoli, i confini e le forme della propria potestà punitiva''.