

VIGNANELLO – ''Che numero è uscito?'' ''Il 90, ma non vuole andare sul tabellone perché ha paura''. Battute a parte, a Vignanello c’è una tradizione lunga secoli ''a tommala''. Il gioco che normalmente si considera tipico ed esclusivo delle feste natalizie, nel paese cimino è una consuetudine quotidiana. Ogni giorno infatti, appassionati si ritrovano nei bar e nei vari locali per estrarre i 90 numeri del cartellone (e lo fanno ad una velocità tale che solo i più esperti riescono a non perdersi nemmeno un numero). Se questo succede durante tutto l’anno a maggior ragione lo si fa a Natale, ma con una sola differenza: i numeri sono vivi.
Per il settimo anno consecutivo, il 26 dicembre avrà luogo la ''Tombola vivente vignanellese'', con più di 100 figuranti, vestiti con una balla di juta e una parrucca, che impersonano i numeri e gli altri personaggi tipici del gioco ad estrazione. Dalla prima edizione, la manifestazione, unica nel suo genere, ha riscosso sempre più successo tanto da essere diventata un appuntamento fisso di appassionati e curiosi.
Oggi alle 16, nella suggestiva cornice di piazza della Repubblica tra il castello Ruspoli e la chiesa di Santa Maria della Presentazione, immersi nell’odore di caldarroste e vin brulè, avverrà l’estrazione del primo numero. Una mano gigante, il ''Tirino'', andrà a pescare il numero uscito dalla ''Grande sacchetta'', un vicolo adiacente alla piazza in cui tutti i figuranti sono raccolti. Il numero estratto, prima di posizionarsi al suo posto sul cartellone, grande 9 metri per 10, sale sul palco e lì, dopo essersi presentato al pubblico, recita un antico detto in dialetto vignanellese. Tra la folla con le cartelle in mano ci saranno anche altri personaggi, come il ''Registratore'', il ''Cartellone'', lo ''Spione'' e il simpatico ''Picino'', ovvero l’angolo della sacchetta che contiene i 90 numeri.
Una bella e divertente festa che riunisce diverse generazioni e intere famiglie. Tra i numeri infatti, tutti rigorosamente residenti a Vignanello, si incontrano, dai 10 ai 60 anni di età, sorelle e fratelli, genitori e figli, nonni e nipoti. Non solo, questo evento e soprattutto l’idea che i figuranti dicessero un proverbio dopo l’estrazione ha messo in moto una ricerca antropologica, culturale e delle tradizioni vignanellesi che ha portato alla scoperta di oltre 400 detti antichi.