ANNO 16 n° 274
Il 6 marzo del 1251
moriva Santa Rosa
A causa di complicazioni dovute
ad una malformazione fisica
06/03/2012 - 04:00

VITERBO – La data in cui ogni viterbese ricorda Santa Rosa è il 3 settembre, quando la città si mobilità per festeggiare il trasporto della Macchina, ma pochi sanno che il cosiddetto ‘’Dies natalis’’ (il passaggio dalla terra al cielo) della piccola santa si ricorda il 6 marzo.

La morte di Rosa, infatti, risale al 6 marzo del 1251, quando a soli 18 anni si spense a causa di una rarissima e grave malformazione fisica caratterizzata dalla assoluta mancanza dello sterno, sostituito dalla natura da un piastrone fibroso, malattia oggi denominata “agenesia totale dello sterno” che di solito porta il soggetto ad una morte precoce entro i primi tre anni di vita, in quanto lo scheletro non riesce a sostenere il corpo.

Come ogni anno la Basilica di Santa Rosa insieme alla diocesi di Viterbo ha messi in programma una serie di iniziative per ricordare la santa: questa mattina si celebrerà la messa nel santuario alla quale parteciperà tutta la formazione dei facchini.

Rosa nasce a Viterbo nel 1233 da Giovanni e Caterina, in una modesta casa che, ancora oggi, si trova vicino al Monastero delle Clarisse. Proprio in quel monastero Rosa cerca di entrare ma non venne mai accettata. Fin da bambina opera tra le vie di Viterbo come terziaria francescana, conducendo una vita di penitenza e di carità verso i poveri ed i malati e prendendo una dura posizione in difesa del Papa nella lotta tra Guelfi e Ghibellini, contro. Proprio per questo motivo e la lotta il potere assoluto di Federico II, Rosa viene mandata in esilio dal podestà prima a Soriano nel Cimino Prima a Soriano e poi a Vitorchiano. Rientrò in città dopo la morte dell’imperatore Federico II, ma a causa di complicazioni dovute alla malattia morì il 6 marzo del 1251.

Il corpo venne sepolto nella terra nel cimitero della chiesa di Santa Maria del Poggio fino alla traslazione avvenuta il 4 settembre 1958 per volere di papa Alessandro IV.

Con grande sorpresa il corpo venne trovato incorrotto e il papa decise di farlo trasportare fino al convento di San Damiano, l’odierno santuario a lei dedicato. Da allora, la sera del 3 settembre, Viterbo festeggia la propria santa con il trasporto della Macchina.






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