ANNO 16 n° 272
Il 2023 dell'amministrazione, doveva essere l'anno del “cambiamento” ma a cambiare è stata solo Chiara Frontini
L'anno che termina ha portato alla luce un cambiamento sostanziale dal movimento 2020 all'opposizione rispetto a quello al potere
Gabriele
30/12/2023 - 08:19
di Gabriele Mazzetti

VITERBO – Il termine dell'anno è sempre il momento giusto per tirare le somme su di un operato. In queste righe cercheremo di farlo per quel che riguarda il 2023 dell'amministrazione Frontini. Il primo anno pieno di lavoro della giunta insediatasi nell'estate 2022.

Il mantra nel periodo di campagna elettorale ribadito dal Movimento Viterbo 2020 era “cambiamento”. Doveva cambiare l'attenzione per il degrado cittadino e la questione rifiuti, doveva aumentare l'efficienza e la trasparenza dell'amministrazione, doveva realizzarsi un rapporto diretto con i cittadini premiando la partecipazione. Nel 2023 di tutto questo si è visto realmente poco.

Chiara Frontini in una recente intervista ha dichiarato: “ Dobbiamo guardare il trend verso cui si sta andando. Perché non si può pensare che in un anno e mezzo si passi da zero a dieci. Uno deve guardare invece se in un anno e mezzo si è passati almeno a 4, puntando ad arrivare ad 8,9,10 alla fine della consiliatura.” Una sorta di autocritica riguardo l'operato di quest'ultimo anno.

Eppure gli ingredienti per poter ingranare bene nel primo anno solare di amministrazione c'erano tutti. Il rodaggio per i nuovi consiglieri ed assessori, entrati nella maggior parte dei casi a Palazzo dei Priori a digiuno di competenze amministrative precedenti, era avvenuto nel 2022. A disposizione c'erano tanti milioni provenienti dai fondi PNRR. E su questo aspetto che è avvenuto il primo grande intoppo. Non hanno convinto proprio quei progetti che l'amministrazione si è trovata a gestire. E' vero che gran parte erano stati pensati da amministrazioni precedenti, ma come dichiarato in diverse occasioni dagli stessi assessori della giunta Frontini, sono stati rivisti e modificati da questa amministrazione.

La pista ciclabile, la passeggiata ecologica intorno alle mura, la realizzazione dei parcheggi lontani dal centro storico, le nuove vesti di via Matteotti e piazza della Trinità. Tutti progetti che per diversi aspetti hanno lasciato l'amaro in bocca, in alcuni casi hanno dato l'idea di una grande occasione persa.

Passando invece all'aspetto della comunicazione, soprattutto con la cittadinanza, il cambiamento si è notato. Ma non di certo positivo. Si è passati da un movimento che all'opposizione permeava tutti gli aspetti politici e amministrativi della città, ad un organo che si è rinchiuso in se stesso, guardando all'esterno con paura e occhi critici. Le poche occasioni in cui la sindaca si è rivolta alla città hanno assomigliato più a comizi che a dibattiti. I cittadini e i commercianti del centro storico si sono sentiti abbandonati, dopo i ripetuti incontri avvenuti in campagna elettorale e nei primi mesi d'amministrazione.

Sul capitolo dell'efficienza e della trasparenza qualcosa si è intravisto. L'opera sugli uffici comunali ha funzionato, ma manca ancora del personale soprattutto a livello dirigenziale. A gettare ombre sul tema però sono arrivati gli ultimi avvenimenti del consiglio comunale, con le dichiarazioni del consigliere uscente Bruzziches che ha lamentato la mancanza di sostegno sul tema della morosità degli affitti comunali.

Il 2023 poteva essere l'anno del “cambiamento”, ma a cambiare è sembrata più che altro Chiara Frontini. Rappresentava l'incarnazione del civismo viterbese, una volta sindaca è divenuta una semplice segretaria di partito, districandosi fra alleanze con partiti e slalom comunicativi sui temi più caldi.






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