ANNO 16 n° 274
II femminicidio e il rito abbreviato nel processo penale
A cura di Franca Marinelli
20/12/2019 - 12:50

Non se ne può più. Omicidi ogni giorno, specialmente femminicidi: l'ultimo, in ordine di tempo, il 23 novembre c.a. a Palermo, quello di una giovane donna di 30 anni, ad opera del suo amante, da cui aspettava anche un bambino.

E’ solo dall'aprile di questo 2019, cioè a distanza di 20 anni dall’ entrata in vigore dell'ultimo codice di Procedura Penale, che il rito abbreviato, la cui 'ratio' legislativa era quella di concedere uno sconto di pena pari ad un terzo a chi chiedeva di 'farsi giudicare' allo stato degli atti, e cioè senza istruttoria dibattimentale (e quindi con notevole risparmio di udienze e tempo), solo dall'aprile 2019, appunto, non può essere più applicato per i reati più gravi, tra cui anche l'omicidio aggravato. La precedente normativa, quella 'premiale' ha consentito, secondo l'esperienza giudiziaria della scrivente, Magistrato con funzioni penali per 35 anni, la comminazione di pene, a volte, decisamente troppo leggere, rispetto alla gravita degli omicidi/femminicidi commessi, e perciò, con scarsa efficacia deterrente. Non ho mai trovato una 'giustificazione' in chi, toglie la vita ad un essere umano, ma ho sempre 'udito' nelle aule giudiziarie, dove ho lavorato, il silenzio (se non l'urlo) 'assordante' di chi non poteva parlare più, non poteva in nessun modo dire la sua, oltraggiate anche nella supplica, come in questo femminicidio palermitano di: 'che fai? Sono incinta e ti amo”.

Mi chiedo quali attenuanti penali, davanti a tanto orrore, possono essere invocate e/o concesse a questo 'soggetto', in alcun modo né persona, né tanto meno uomo.

BASTA con le concessioni delle attenuanti, che alleggeriscono la pena: siano condannati 'tale soggetti' e scontino la loro condanna, senza appello alla 'funzione rieducativa in carcere'. Quale 'rieducazione?'. Di fronte ad una giovane donna e al cuoricino del suo piccolo bimbo? Morti ammazzati entrambi.

Si insegni loro, piuttosto, sin da bambini, il rispetto della vita umana, il rispetto della donna, della cultura, sempre e comunque, e giriamo DEFINITIVAMENTE le pagine purulente della cultura (sic!) del patriarcato e del matriarcato, che, ancora, purtroppo persistono.

Si insegni loro il significato della parola UOMO, della parola CRESCITA, e se non lo comprendono, non si conceda loro alcuna giustificazione e/o attenuante di sorta. Si potenzino di più invece, subito e immediatamente con fondi del bilancio statale tutti i centri antiviolenza, togliendo loro di dosso il pregiudizio culturale, di cui ancora oggi, sono gravati.

Ora: BASTA

 




Facebook Twitter Rss