ANNO 16 n° 274
I writer venuti dagli Stati Uniti in azione nel metrņ di Milano
09/07/2013 - 09:40

«Sarà mica 'na bella cosa quella lì eh...». L'antica saggezza milanese ha il volto bonario del pensionato in bicicletta. Si ferma nel vialetto del parco. Osserva: tre writers (tra cui una ragazza), bombolette spray, vernice grigio/argento, gesti rapidi, spruzzi potenti. Tre carrozze del metrò - che in questo tratto della città corre in superficie - imbrattate in pochi secondi. Tempo di una fermata. Tre tags , cioè tre firme: Utah , Ether , Boris. Coprono lamiere e finestrini. Il writer si rivolge al pensionato: « Mucho bene». Lui scuote la testa e sorride. Senza sapere di aver assistito al raid di uno dei gruppi di graffitari più celebri (e agguerriti) al mondo. Che negli scorsi mesi ha imperversato tra i binari e i depositi del metrò di Milano. «Trasfertisti» dello spray; almeno due arrivati dagli Stati Uniti. Ora migliaia di ragazzini osannano il loro video in Rete. Mentre l'azienda dei trasporti conta i danni: decine di migliaia di euro.

Ecco, il video. È da lì che bisogna partire. Compare in Internet nei primi giorni di luglio. Immagini professionali, montaggio sincopato, alta qualità. Writers -celebrità che si muovono come in un film, ripresi tra depositi e stazioni. Incursioni continue. Piani «d'attacco» studiati con alcuni «basisti» milanesi, che conoscono accessi e punti deboli nella rete dei trasporti. Si vedono immagini di reti tagliate, porte forzate, tangenziali attraversate a piedi, muri alti quattro metri scavalcati con scalette di ferro, acrobazie tra finestre e staccionate, passaggi sui tetti dei vagoni, appostamenti tra i binari per evitare le ronde dei vigilantes. Almeno 4 treni rovinati, uno dei quali completamente coperto: non un centimetro quadrato risparmiato dalla vernice. Si sente la voce di uno dei writer : « Look at this bro ...», guarda qua fratello. Esultano. Sanno che le immagini esploderanno in Rete: Facebook , Youtube , Vimeo . Più gireranno, più porteranno guadagni. Perché questi ragazzi saranno pure fuorilegge nel writing , ma conoscono le leggi del mercato. E sono «legati» a marchi che vendono magliette, cappelli, felpe, bombolette.

 

C'è marketing nel reato. Spiega Fabiola Minoletti, segretario generale dell'Associazione nazionale antigraffiti, che ha messo insieme un dossier su Utah e Ether che verrà consegnato alle forze dell'ordine: «Colpisce molto il senso di impunità. Questi ragazzi si fanno riprendere a volto scoperto. Diventano piccoli 'divi' sui social network e così lanciano messaggi estremamente negativi, soprattutto per l'emulazione. Ci troviamo di fronte a un graffitismo che non ha più connotati politici o di disagio sociale». È un cambio di epoca: «Siamo arrivati a un writing puramente vandalico, in qualche caso con interessi commerciali. Continua però a creare danni economici e degrado urbano».

 

È una «guerra» strisciante e quotidiana. L'Atm ha creato un nuovo servizio di sicurezza, ha rafforzato le squadre di vigilanza. In meno di un anno, da agosto 2012 a oggi, sono state evitate 207 intrusioni su 295 tentativi; circa il 70 per cento dei raid è stato bloccato. Bilancio però ancora pesante: 410 treni del metrò vandalizzati in un anno, il 2012, contro i 520 del 2011. Si calcola che solo a Milano le crew siano almeno 300, per un totale di circa mille graffitari «strutturati». E almeno mezzo milione di euro di spesa per ripulire i vagoni. «Stiamo cercando di lavorare il più possibile sulla prevenzione», aggiunge Sara Ruggiero, responsabile sicurezza dell'Atm. È l'unica vera arma di contrasto. Perché oggi probabilmente Utah (Danielle Bremner, 31 anni, newyorchese), Ether (Jim Clay Harper, 28 anni, di Chicago, già arrestato e incarcerato con la sua compagna a Boston nel 2009) e Boris (non identificato, pare di nazionalità bulgara) saranno già lontani. Immuni dai rischi della legge italiana. Stelle acclamate su Internet grazie ai raid milanesi.

corriere.it






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