ANNO 16 n° 272
I problemi del settore agricolo approdano alla Sagra della pastorizia
Incontro-dibattito a Farnese
25/08/2012 - 14:30

VITERBO - “Non abbiamo ottenuto quello che volevamo, ma probabilmente siamo andati anche al di là delle nostre effettive richieste, Sì, perché, forse come non mai, siamo riusciti a portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle stesse autorità governative la problematica del pecorino romano del Lazio Dop”. E’ quanto ha dichiarato l’Assessore alle Politiche Agricole del Lazio, Angela Birindelli, intervenendo all’incontro-dibattito organizzato dall’Associazione Culturale Agropastorizia Farnesana-Sarda in occasione della V Sagra della Pastorizia in corso a Farnese.

“Dopo la rettifica dell’Agea, l’organismo pagatore che gestiva il bando per lo stanziamento economico di 900 mila euro destinato ai produttori del pecorino romano - ha proseguito l’Assessore - abbiamo compreso che le strade da seguire erano altre. Dobbiamo fare in sostanza quello che fanno gli allevatori e i produttori sardi che vengono a Roma a parlare con i politici, che inondano i blog con le loro richieste, che vanno sulla stampa a denunciare le loro ragioni. Noi questo non lo facciamo. Fortunatamente il ministro Catania, che è un tecnico, ha compreso le motivazioni delle nostre richieste e si è dichiarato disponibile ad aiutarci”.

“Occorre un piano strategico nazionale - ha sostenuto Bruno Ronchi, professore dell’Università della Tuscia - che veda impegnato in prima linea il mondo della ricerca senza il quale è difficile raggiungere traguardi significativi. Se in questi anni non sono stati raggiunti risultati importanti è perché è mancata la continuità della nostra azione che è risultata sempre frammentaria”.

Altri problemi che stanno interessando il settore, poi, sono la siccità e i danni prodotti dai cinghiali e dai lupi. “Si dice che non si possono combattere i cinghiali e lupi perché sono specie protette e in via di estinzione. Ma perché gli allevatori e gli agricoltori cosa sono, se non anch’essi specie in via di estinzione?” si è domandato in tono sarcastico Gabriel Battistelli, direttore della Federazione Provinciale Coldiretti di Viterbo.

“Come giustificare il ritardato pagamento, se mai avverrà, dei danni causati lo scorso anno – ha aggiunto Battistelli -? Degli 800 mila euro quantificati, se andrà bene, ne verranno pagati 250-300 mila. Nessuno riesce a comprendere, ha aggiunto, che gli allevatori e i produttori producono reddito non solo per sé stessi ma per l’intera collettività, ma nessuno vuol dare il giusto riconoscimento a questa attività”.

Sul problema delle redditività delle imprese, invece, si è soffermato Petronio Coretti, Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di Viterbo. “Il prezzo del latte è rimasto praticamente invariato da oltre 20 anni – ha dichiarato - , ma in 15 anni solo in due occasioni è stato raggiunto un accordo, l’ultimo dei quali risalente al 2008. Se il settore soffre, la colpa non può essere addossata agli allevatori o ai produttori, ma all’intero sistema che in 30 anni non ha prodotto nulla che potesse essere all’altezza dei problemi”.




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