


VITERBO - Cresce la protesta tra i lavoratori delle aziende esterne del 118. Autisti di ambulanza, infermieri, barellieri: in provincia di Viterbo oltre cento addetti, 1400 in totale nel Lazio. Come noto la Regione ha deciso di reinternalizzare il servizio, ma i concorsi per arruolare il nuovo personale non prevedono un punteggio in più per chi sulle ambulanze opera da anni, in prima linea anche durante l’emergenza Covid. Lavoratori che speravano finalmente di venire stabilizzati, ma che ora invece rischiano di finire a spasso. I requisiti richiesti, inoltre, sarebbero generici e aprirebbero la strada anche a chi non possiede una formazione specifica.
''A Roma una delle aziende che svolge il servizio in appalto ha chiuso una propria postazione e i soccorritori che vi prestavano servizio sono stati licenziati'', hanno spiegato i lavoratori durante un presidio organizzato nella capitale da Confail Sanità. Presenti anche le telecamere della trasmissione di La 7 ''L’aria che tira''. Durante il collegamento i partecipanti hanno avuto modo di confrontarsi a distanza con l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato. Anche se i licenziamenti non dipendono direttamente dalla Regione, per i lavoratori avrebbe potuto evitarli: ''Sono undici anni che lavoro sulle ambulanze - ha spiegato uno dei soccorritori che rischia di perdere il posto - insieme a me ci sono altre persone che lavorano da tantissimo tempo. La Regione ha fatto dei bandi in cui sono entrate persone non formate, escludendo noi, e creando così anche un problema ai cittadini''.

''Noi finora abbiamo assunto 5.800 persone - ha replicato D'Amato -. Ma non si può pensare di passare in maniera diretta in una Asl o al servizio del servizio sanitario nazionale o nella pubblica amministrazione senza una procedura ad evidenza pubblica. Bisogna fare i concorsi''. L’assessore ha sottolineato l'importanza di internalizzare il servizio e si è detto pronto al confronto: ''Nel prossimo concorso riservato a infermieri di ambulanza terremo conto degli anni di servizio dei candidati, siamo aperti come sempre ad aprire un tavolo di discussione con i diretti interessati''.

''Nessuno sta chiedendo di essere internalizzato senza concorso, ma bisognava fare attenzione'', ha detto Vinicio Amici, segretario regionale di Confail Sanità, riferendosi alla procedura per 138 posti da autista di ambulanze indetta da Ares nel novembre 2019. ''Quel bando – aggiunge Amici in una nota - avrebbe dovuto rappresentare il primo passo di quel processo di internalizzazione dei servizi e delle risorse umane del 118 sancito nel precedente giugno dall'accordo tra Regione e Azienda pubblica, da una parte, e Cgil, Cisl e Uil, dall'altra. Quella selezione, contrariamente alle aspettative dei lavoratori che operavano nel settore da anni, oltre ad escludere dalla partecipazione operatori con tutta l'esperienza e le capacità necessarie per intervenire nel soccorso sanitario perché remunerati da organizzazioni di volontariato, presentava requisiti di ammissione così vaghi da poter allargare le maglie ad autisti che non avevano mai guidato un'ambulanza in vita propria ma bensì furgoni e camion, devono sapere i signori che un’ambulanza non trasporta patate ma persone che hanno bisogno di aiuto e gli operatori sanitari mentre si guida danno assistenza al paziente''.
Un dialogo sembra in corso. Nei prossimi giorni sono attesi sviluppi.